Serie C
26 Marzo 2026
INTER UNDER 23 SERIE C - Jamal Iddrissou, attaccante classe 2007, con la seconda squadra nerazzurra di Serie C è sceso in campo 13 volte in campionato
Una corsa diagonale, palla incollata al piede, il corpo che finta a sinistra e strappa a destra. Lo stadio sembra trattenere il fiato prima dell’impatto: destro secco e rete che si gonfia. È il minuto finale del primo tempo di Italia-Ungheria, fase élite dell’Europeo Under 19. Il tabellone si illumina e il nome è quello che, a Concesio, hanno imparato a pronunciare presto: Jamal Iddrissou. Non si ferma lì: ancora lui nella ripresa, ancora gol. Una doppietta che apre la strada al successo azzurro, rifinito nel finale dal sigillo di Christian Comotto: 3-0 e comincia un’altra storia, quella di un classe 2007 che trasforma ogni partita in un indizio pesante del proprio futuro.
LA CRESCITA IN AZZURRO: TAPPE, NUMERI, ACCELERAZIONI
Il percorso in Nazionale non nasce ieri. Un anno fa, in Under 18, l’Italia batte il Belgio a Tubize grazie proprio a un gol di Iddrissou al 49’: è il suo primo sigillo in maglia azzurra, il primo mattone di una fiducia reciproca tra giocatore e staff tecnico. Nei mesi seguenti, con il passaggio in Under 19, diventa riferimento d’attacco: alterna gare da titolare e subentri, ma resta quasi sempre al centro della manovra, con un mix di fisicità e letture utilissimo in tornei a ritmo alto come le qualificazioni europee. E ora la doppietta all’esordio nella fase élite contro l’Ungheria, con Comotto a chiudere il 3-0, spinge il contatore dell’impatto in Azzurro su una quota che fa rumore. In un torneo dove la differenza reti può diventare un discrimine, quei gol «valgono doppio»: punteggio, ma anche gerarchie interne.
INTER UNDER 23 E PRIMAVERA: UNA STAGIONE «IBRIDA» CHE FORMA IL PROFESSIONISTA
La vera svolta dell’annata è il salto nel mondo adulto con l’Inter Under 23 in Serie C. Il club nerazzurro ha scelto di inserire gradualmente Iddrissou nel contesto professionistico: la maglia numero 34, le prime panchine, i finali di gara «caldi», poi i minuti che crescono, fino a presenze da titolare e a partite in cui deve difendere palloni sporchi contro difensori navigati. Nelle partite di campionato tra gennaio e marzo, Iddrissou figura spesso nel tabellino come subentrato nella mezz’ora finale o nell’ultimo quarto d’ora, ma non solo: alla 29ª giornata contro l’Alcione, parte dall’inizio e si sbatte su ogni palla sporca prima della sostituzione al 71’. È esattamente questo il tipo di «palestra» che volevano i nerazzurri: impatti reali, compiti non banali, dentro una Serie C ruvida dove ogni controllo orientato ha conseguenze
L'ALTRA METÀ DEL CIELO: YOUTH LEAGUE DA PROTAGONISTA
Se la Serie C tempra la scorza, la Primavera accende i riflettori sul talento. La notte del 24 febbraio 2026 contro il Real Betis agli ottavi di UEFA Youth League è un compendio: Iddrissou fa una tripletta, indirizza la gara due volte, regge l’onda emotiva di una rimonta subita e guida la contro-rimonta che vale il 5-3 e il pass ai quarti. È la fotografia di un attaccante che sa essere «primo violino» quando il livello fisico è under e che, parallelamente, impara a essere «operaio di lusso» quando si affaccia tra i pro. Non è un exploit isolato. Nella prima parte di stagione, i numeri in Primavera 1 e in Youth League avevano già acceso spie: 3 gol e 1 assist in 5 partite di campionato giovanile, 2 gol e 1 assist in 3 gare di coppa europea under. Piccoli campioni statistici, certo, ma coerenti con l’occhio nudo: quando Iddrissou attacca lo spazio, succedono cose.
LE ORIGINI DEL GOL: DAL QUARTIERE AL PRIMO CONTRATTO, FINO ALLA NAZIONALE
Nato a Brescia e cresciuto a Concesio, Iddrissou arriva giovanissimo nel vivaio dell’Inter e, stagione dopo stagione, si sposta qualche metro più avanti: da trequartista di raccordo a centravanti moderno, capace di legare e di strappare. Il primo vero turning point «contrattuale» arriva con il primo accordo da professionista firmato con i nerazzurri: una pietra miliare che sancisce fiducia e progettualità. Nel 2024-2025 esplode in Under 18: chiude da capocannoniere con 18 gol in 25 presenze, timeline che aiuta a capire perché nella stagione successiva l’Inter abbia accelerato sull’integrazione in Primavera e, quindi, in Under 23. È la continuità, più ancora del picco, a legittimare le scelte tecniche.
PERCHÈ LA SUA È GIÀ UNA STAGIONE «DA TITOLO»
1) Perché mischia tre dimensioni: la concretezza del professionismo in Serie C, la centralità tecnica in Primavera, l’incidenza in Nazionale. 2) Perché i momenti «cartolina» sono arrivati quando contava: la doppietta all’esordio della fase élite e la tripletta in Youth League non sono highlight estetici: sono punti, qualificazioni, avanzamenti di turno. 3) Perché la traiettoria statistica dal capocannoniere U18 alla «dozzina» in Serie C racconta un salto di livello senza stalli. E perché, a 18 anni, affrontare marcatori di lungo corso ti mette in tasca apprendimenti che nessun drill d’allenamento può replicare. In sintesi, è la stagione in cui Jamal Iddrissou ha smesso di essere «una promessa» per diventare un giocatore in senso pieno. I gol lo dicono, le partite dure lo confermano, la maglia azzurra lo certifica. Adesso viene la parte più complicata e affascinante: restare su questa linea, alzando di un millimetro alla volta l’asticella, senza perdere il sorriso di chi, quando corre in diagonale e prepara il destro, sa di poter cambiare il suono di una partita.
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