Under 17
27 Marzo 2026
EMPOLI UNDER 17 - Diego Perillo, attaccante classe 2009, con i toscani in campionato ha realizzato 19 reti in 20 partite e ha debuttato anche in Primavera (foto figc.it)
Una palla respinta al limite dell’area, un istante di esitazione dei difensori, poi lo scatto. In quattro tocchi il ragazzo in maglia azzurra si ritrova davanti al portiere e lo fulmina. Cronometro alla mano, sono passati meno di 80 secondi dall’ingresso in campo. È una scena che chi frequenta Monteboro, il centro sportivo dell’Empoli, racconta da settimane: Diego Perillo, classe 2009, ha l’abitudine di trasformare in gol persino le frazioni, come se il tempo appartenesse solo alla sua corsa in porta. Una statistica, più di tutte, restituisce la misura del fenomeno: in Under 17 con l’Empoli viaggia a circa 0,95 gol a partita, con un sigillo ogni 80 minuti; con l’Italia Under 17 ha messo insieme 9 reti in 8 partite, migliorando il rapporto fino a un gol ogni 59 minuti. È una cadenza che ricorda da vicino un altro «killer» di casa azzurra: Salvatore Monaco, il riferimento più prossimo per stile e fame realizzativa.
NUMERI CHE CONTANO: IL DATO «OGNI 59 MINUTI» È UNA GRANDE CURIOSITÀ
1) Con l’Empoli Under 17: media di circa 0,95 gol a partita, 1 gol ogni 80 minuti. È la traduzione in cifre di una presenza continua in area, con picchi come la tripletta al Frosinone che ha illuminato un 5-1 di metà stagione. 2) Con l’Italia Under 17: dal 12 agosto 2025 a oggi, 9 gol in 8 presenze e 1 rete ogni 59 minuti. Dentro ci sono anche i test di avvio stagione, due amichevoli con l’Albania a Coverciano, dove Perillo ha timbrato in entrambe le gare, una volta con doppietta. Se il rapporto minuti/gol in Nazionale è addirittura migliore che in club, il motivo è duplice: la squadra gioca più spesso per lui dentro l’area e Perillo ha imparato a «pescare» la palla in spazi stretti, anticipando di un attimo il difensore. È il classico profilo da attaccante che non aspetta il gioco: lo indirizza.
LE COORDINATE TATTICHE: COSA FA PERILLO E DOVE FA MALE
Il campo racconta un centravanti «moderno» per postura e sequenze: 1) Attacca la profondità con tagli diagonali che portano il centrale sul lato cieco. 2) In area lavora di anticipo più che di fisico: cerca il primo palo, poi smarca il secondo con una frustata corta. 3) È rapido nel «togliere il pallone dal difensore», spesso in due tocchi: controllo orientato e tiro. 4) Quando esce a giocare, lo fa di sponda semplice: preferisce restare «accanto» alla porta invece che allontanarsene. Queste abitudini compongono un profilo che, nelle categorie giovanili, produce alta densità di tiri puliti: ecco perché i suoi indici di conversione restano alti anche su campi e contesti diversi. Le cronache di gare come Pescara-Empoli Under 17 1-4 e il filotto autunnale lo ritraggono proprio così: puntuale, verticale, difficile da leggere.
IL CONTESTO EMPOLI: UNA SCUOLA ATTACCANTI CHE FUNZIONA
Parlare di Empoli significa citare una filiera che porta i ragazzi a «sentire» la porta. Dalla cantera che ha visto nascere idoli locali come Ciccio Tavano e Massimo Maccarone, fino alle ultime Primavere: il club toscano ha standardizzato un modello in cui gli attaccanti crescono dentro princìpi chiari, occupazione dell’area, ricerca del gioco corto-lungo, capacità di ribaltare il fronte. È il contesto dove anche Salvatore Monaco è esploso in Primavera 2, fino a diventarne capocannoniere e uomo-copertina, con partite-simbolo: la tripletta a Benevento, le doppiette ripetute a cavallo dell’inverno, i gol «che girano i match» allo Spezia e al Monopoli. Monaco viaggia a 20 reti in campionato ed è fra i trascinatori dell’Empoli in vetta. Questo ambiente, dove il gioco offensivo è «allenato» per diventare abitudine, è lo stesso in cui Perillo sta rifinendo i propri automatismi.
E ADESSO? LE PROSSIME TAPPE TRA PRIMAVERA E AZZURRO
Guardando al breve periodo (primavera-estate 2026), l’aspettativa naturale è il salto stabile in Primavera (dove ha già debuttato) con l’Empoli e la conferma nel giro dell’Italia U17. Il resto dipenderà da due fattori: 1) La capacità di tenere il ritmo realizzativo quando cresceranno fisicità e intensità medie degli avversari. 2) L’evoluzione sul piano «micro-tattico»: lettura delle pressioni, qualità delle sponde e gestione dei rimandi (quei palloni «sporchi» che separano un 9 da settore giovanile a 9 da calcio professionistico). Se le premesse restano queste, 0,95 gol a partita in U17 con l’Empoli e 9 gol in 8 con l’Italia Under 17, l’asticella può alzarsi senza forzature. L’Empoli ha appena vissuto una stagione di grande efficacia offensiva con la Primavera trainata dai gol di Monaco, spesso capocannoniere o comunque presenza di vertice nelle classifiche marcatori del girone: c’è un «modello» interno a cui agganciarsi e che facilita transizioni rapide tra categorie.
CONCLUSIONE: IL GOL COME MESTIERE E UNA SCENA GIÀ SCRITTA A METÀ
A Monteboro lo hanno capito presto: Diego Perillo ha il gol nel DNA, e lo dimostra a una frequenza rara per età. Le cifre, 0,95 a partita in Under 17, 1 ogni 59 minuti in azzurro, non sono fuochi d’artificio statistici, ma l’esito di abitudini che si ripetono. Se il futuro prossimo dirà quanto questo talento può «salire di piano», il presente ha già una certezza: Empoli ha trovato un nuovo finalizzatore su cui costruire e l’Italia Under 17 un’arma che, nel calcio delle decisioni veloci, ha il pregio più raro. Trasformare poco tempo in gol. Proprio come i grandi.
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