Serie C
27 Marzo 2026
LANEROSSI VICENZA SERIE C - Lorenzo Caferri, esterno destro classe 1999, nel campionato in corso ha collezionato 30 presenze e 5 reti
All’88’ di un derby invernale, quando lo stadio sembra aver esaurito la voce, un cross teso supera il primo palo e trova il tempo di Lorenzo Caferri: controllo, impatto, rete. Esplode il settore ospiti, il cronometro si piega al destino di una squadra che non molla un centimetro. È una fotografia simbolo del Vicenza 2025-2026: cinico, verticale, feroce nella gestione dei momenti. Quell’azione, come altre dal peso specifico altissimo, spiega perché i biancorossi abbiano potuto brindare alla Serie B con un margine enorme e con settimane di anticipo, dopo un cammino che Caferri definisce «clamoroso» soprattutto per la sua regolarità martellante. Un gran bel traguardo per il difensore lombardo che solo fino al 2023 era tra i Dilettanti e che addirittura aveva iniziato la propria carriera giocando in Promozione nella Tritium ai tempi della stagione 2017-2018.
LA PROMOZIONE CON «LARGO ANTICIPO» E IL PESO DELLA CONTINUITÀ
La promozione aritmetica è arrivata a metà marzo 2026, con un vantaggio che oscillava tra i +16 e i +18 sulla seconda e la concreta possibilità di chiudere i conti addirittura con sei giornate d’anticipo. Segnali precisi erano già arrivati tra fine febbraio e inizio marzo: gli addetti ai lavori descrivevano un Vicenza «a un passo» dal traguardo dopo successi pesanti (come il 3-1 in casa del Giana) e un ruolino da «rullo compressore» con 23 vittorie su 31 gare all’altezza del match point. Poche ore dopo, l’aritmetica ha dato ragione ai biancorossi, confermando una marcia che per distacco ha dominato il Girone A e che ha distanziato di parecchio l'Union Brescia, altra squadra quotata in chiave vittoria del campionato.
GALLO, L'IDEA DI GIOCO «CONTROCORRENTE» E L'IDENTITÀ
Il salto di qualità non nasce per caso. Dall’autunno 2025, Fabio Gallo ha ripetuto che la sua filosofia «a Vicenza va controcorrente»: equilibrio tra fase difensiva e prima pressione, ampiezza sfruttata con gli esterni, capacità di tenere palla quando serve e di colpire in transizione. Già a novembre 2025, il Vicenza viaggiava con il migliore attacco e la migliore difesa del raggruppamento, un doppio indicatore che raramente mente quando si parla di promozioni. La perfetta cerniera tra principi e rosa ha trasformato le partite complicate in vittorie «di gestione», quelle che contano veramente in una maratona di 38 giornate.
LE PARTITE CHE LASCIANO IL SEGNO
1) Il gol all’ultimo respiro contro l’Arzignano del 18 gennaio 2026: un colpo di coda firmato Caferri che ha spostato inerzia e classifica, blindando la sensazione di una squadra capace di trovare risorse nel finale. «Tre punti fondamentali» per restare in vetta, sottolineava la cronaca. 2) Il sigillo esterno del 23 febbraio 2026: a Verona contro la Virtus, Caferri apre il match con un destro carico di responsabilità e qualità. Partita sporca, decisa nei dettagli, e ancora una volta il Vicenza ne esce con il bottino pieno. Sono i successi di misura, tanto frequenti nei numeri dei campioni, a segnare la differenza tra aspiranti e vincenti. 3) Il 3-1 a Gorgonzola nella prima settimana di marzo 2026: tre colpi di testa (Stuckler, Leverbe, Zonta) e una dichiarazione d’intenti di Gallo: «Era un match point da vincere, adesso attendo l’aritmetica». Una squadra che sente l’odore del traguardo e non si distrae.
IL RUOLO DEGLI ESTERNI E LA CRESCITA DI CAFERRI
Nell’architettura di Gallo, gli esterni a tutta fascia non sono semplici quinti: sono strumenti di superiorità, corridoi per risalire e, quando serve, per chiudere le partite. Caferri ha interpretato il ruolo con tempi «da giocatore più avanti», come notava una lettura tattica di fine febbraio 2026: non solo gamba, ma letture sulla profondità, coraggio nell’uno contro uno e puntualità in area sul secondo palo. Dalla Promozione ai gol che «valgono mezza B»: un percorso di crescita che racconta la forza del progetto tecnico e la capacità del club di valorizzare profili in sviluppo. La sua centralità non si riduce alle reti decisive. Il contributo costante in pressione, copertura preventiva e riaggressione ha permesso al Vicenza di restare corto e compatto anche quando la gara s’increspava. È la famosa «continuità pazzesca» evocata da Caferri: quella che si costruisce su dettagli ripetuti, non su fiammate episodiche.
LA FESTA E IL GIORNO DOPO: COSA RESTA E COSA SERVE PER LA SERIE B
La notte della promozione, arrivata a metà marzo 2026, con un margine da record recente nel girone, ha fotografato una città intera in ebollizione. Le cronache locali hanno parlato di festa immediata e di tempistiche «da primato» per il salto aritmetico, a riprova di una fuga costruita non nell’ultimo mese, ma mattone dopo mattone sin dall’autunno. Nel «giorno dopo», però, è tornata puntuale la riflessione: la Serie B è una categoria che presenta curve più strette, ritmi più alti e un numero di partite «grigie» da interpretare alla perfezione. Anche qui, l’analisi dei piazzamenti delle neopromosse dal Girone A negli ultimi anni invita alla prudenza: serviranno profondità, alternative e un mercato chirurgico. Il club, guidato da una proprietà ambiziosa e da una dirigenza che nell’ultimo biennio ha imparato molto dalle cicatrici, ha già dimostrato di saper reagire alle delusioni. Le parole pubbliche, lungo l’arco della stagione, hanno parlato di «merito», «equilibrio» e «programmazione». In fondo, il Vicenza che torna in Serie B porta con sé il mantra che ha acceso la stagione: «merito nostro». Un ritornello semplice, e per questo potentissimo.
Attualità e cultura Ultime news