Italia Under 20
27 Marzo 2026
ITALIA UNDER 20 • Matteo Lavelli e Dominic Vavassori
C’è un istante, al minuto 44 del secondo tempo, in cui l’aria si fa densa nella piccola area inglese: il pallone taglia l’area, scivola parallelo alla linea di porta, finché un colpo di tacco, quasi irriverente, lo accompagna dove tutti speravano andasse. È il tocco di Vavassori, il gesto che completa una rimonta che pochi minuti prima sembrava fantascienza. Dallo 0-3 a un 3-3 che vale come una dichiarazione d’intenti: questi Azzurrini non mollano mai.
Il contesto. Nella prima uscita del 2026 della Nazionale Under 20, l’amichevole contro l’Inghilterra U20 al Riano Athletic Center (alle porte di Roma) prende subito la piega più ripida: inglesi avanti sullo 0-2 all’intervallo, poi 0-3 al 58’ circa, apparente partita chiusa. La frattura e il ribaltamento. Tra il 22’ e il 44’ della ripresa succede tutto: prima il destro liberatorio di Matteo Lavelli – lo stesso che nel primo tempo aveva fallito un penalty – quindi il 2-3 griffato di tacco da Giacomo Stabile su azione d’angolo, e infine il pari, ancora di tacco, di Dominic Vavassori su cross basso dalla destra di Cassa. Tre colpi, ventidue minuti, un messaggio.

Primo tempo in salita. Dopo un avvio equilibrato, una ripartenza punita: al 15’ l’assist di Noala smarca Watson, che controlla e insacca di sinistro. L’Italia reagisce ma sciupa: al 35’ Vavassori si guadagna un rigore (fallo di Heaven), ma Lavelli calcia centrale e Herrick para. Nella coda di tempo l’Inghilterra raddoppia di testa, ancora Watson, su cross dalla destra. 0-2 all’intervallo. Ripresa, il colpo che pare definitivo. L’onda inglese sembra travolgere: da corner dalla sinistra, Heaven svetta e trova il 3-0. È il momento in cui molti abbasserebbero le spalle. Non l’Italia. Nunziata cambia, rimescola, rilancia coraggio. Lavelli prima sfiora, poi al 22’ si prende la scena con un’azione personale e un destro che vale 1-3 e riscatto personale. Al 27’ il 2-3: su corner, conclusione di Cama e tocco volante di Stabile. Il resto è l’azione insistita al 44’, il traversone rasoterra di Cassa, il tacco di Vavassori per il 3-3. Nel recupero, un palo inglese con Jimoh-Aloba e l’ultimo brivido che non cambia il destino di una rimonta da ricordare.
A fine gara Carmine Nunziata ha scelto l’elogio collettivo: «Devo fare i complimenti a tutto il gruppo - commenta a fine partita il CT a figc.it - da chi ha iniziato il match a chi è subentrato. I ragazzi hanno dimostrato compattezza e voglia di non mollare, di crederci sempre, anche quando eravamo in netto svantaggio. A parte qualche errore commesso sui gol subiti, il giudizio sulla prestazione è senz'altro positivo: abbiamo sempre cercato di giocare e lo abbiamo fatto anche bene».

L’educazione all’errore. Il rigore sbagliato da Lavelli diventa la chiave emotiva della partita: segna proprio lui il gol che riapre i giochi. È un dettaglio che nei percorsi Under 20 pesa come una lezione: la capacità di “stare dentro il match” anche quando il tabellone e l’inerzia dicono l’opposto. La gestione dei momenti. Il 3-0 inglese nasce da un piazzato: situazione da laboratorio. La risposta è tecnica e mentale: una rete su azione personale, una su palla inattiva con riflesso di Stabile, e il pari su sviluppo veloce da lato debole. Tre soluzioni diverse, tre modi di leggere il modo in cui si vince terreno nel calcio moderno. La profondità della panchina. I cambi di Nunziata non sono cosmetica: incidono nella freschezza, nelle seconde palle, nella capacità di ribaltare campo. In categorie giovanili, dove i carichi e i minutaggi oscillano, la gestione del gruppo è una competenza.
Francesco Lavelli. Il rigore fallito è la pietra d’inciampo che separa un attaccante in costruzione da un attaccante costruito: reagisce, segna e trascina. Per un centravanti del vivaio dell’Inter, il mix tra fisicità e freddezza diventa la piattaforma su cui lavorare nelle prossime chiamate. Andrea Vavassori. Il tacco del 3-3 è gesto tecnico e lettura spazio-temporale. Dentro c’è il DNA dell’Atalanta di base: aggressione dell’area, istinti offensivi ripetuti, qualità nei movimenti corti. Non è un caso che in più fasi della gara abbia creato superiorità correndo alle spalle dei difensori. Giovanni Stabile. Punta che sa sporcarsi le mani e pulire la giocata decisiva. Il colpo sul 2-3 racconta di reattività in area: primo a leggere la traiettoria, primo a intervenire. Per il Bari, una risorsa in crescita; per la Nazionale, un profilo che amplia le soluzioni in zona gol.
Una rimonta non è solo un risultato: è un atto di fiducia nel proprio lavoro. Lo 0-3 trasformato in 3-3 in ventidue minuti dice che questa Italia Under 20 ha già un’identità e una cultura della prestazione che prescindono dal tabellone. E, per chi osserva questi ragazzi nella loro fase più delicata, è il segnale migliore possibile in vista delle prossime sfide.

ITALIA-INGHILTERRA 3-3
RETI (0-3, 3-3): 15' Watson (In), 46' Watson (In), 13' st Heaven (In), 22' st Lavelli (It), 27' st Stabile (It), 44' st Vavassori (It).
ITALIA: Martinelli, Corradi, Stabile, Bakoune, Cama, Rispoli, Di Maggio, Nuamah, Vavassori, Rao, Lavelli. A disp. Siviero, Aidoo, Postiglione, Mirra, Romani, Riccio, Ciammaglichella, Di Nunzio, Cassa. All. Nunziata.
INGHILTERRA: Herrick, Pinto, Meghoma, Heaven, Abbott, Young, Olusesi, Morgan, Watson, Ndala. A disp. Aluko, Proctor, Mundle-Smith, Murray-Campbell, Jimoh-Aloba, Fearon, Dada-Mascoll, Ajala, Boniface, Thompson. All. Ryan.
ARBITRO: Bonacina (Italia)
ASSISTENTI: Barone (Italia) e Catallo (Italia)
QUARTO UFFICIALE: Di Marco (Italia).
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