Under 14
27 Marzo 2026
MILAN UNDER 14 • Milo Tafuri, portierone rossonero e vincitore del premio come migliore nel suo ruolo
C’è un momento, nel silenzio di chi inizia a inseguire un sogno quando gli altri sono già a metà del percorso, in cui ci si sente come Milo nel celebre film d'animazione: soli su un pianeta sconosciuto, circondati da un linguaggio tecnico e da ritmi che sembrano appartenere a un'altra galassia. Per Milo Tafuri, giovane saracinesca del Milan, il calcio non è stato un amore infantile nato ai primi passi, ma una vocazione scoperta "tardi", un ritardo cronologico che avrebbe potuto trasformarsi in un muro insormontabile. Invece, proprio come il protagonista di Milo su Marte affronta l'ignoto per ritrovare i propri affetti, il portiere rossonero ha attraversato il deserto della solitudine sportiva, trasformando quel senso di estraneità nella benzina necessaria per una scalata ai vertici del calcio giovanile che ha dell'incredibile. E ora, dopo lo Scudetto dell'anno scorso, ecco anche un premio individuale prestigioso: il premio come miglior portiere nel Trofeo Annovazzi, oltre che la vittoria dello stesso da protagonista.
La favola di Milo Tafuri prende il largo tra i pali della Pro Sesto nel 2019, quando a sette anni decide di indossare i guantoni per la prima volta. Nonostante un inizio cronologicamente posticipato rispetto a molti "colleghi", il talento emerge con una prepotenza tale che, dopo appena pochi mesi, bussa alla sua porta il Milan. Consapevole della propria breve esperienza, Tafuri accetta inizialmente il ruolo di chi deve osservare dalla panchina, ma lo fa con l'umiltà dei grandi: lavorando ossessivamente sulla tecnica e su sé stesso per migliorare allenamento dopo allenamento. Negli anni, il confronto con realtà nazionali e internazionali ha forgiato il suo carattere, portandolo a diventare un autentico specialista nel neutralizzare i calci di rigore. Il culmine di questo percorso di crescita è arrivato nella passata stagione, quando i suoi interventi miracolosi hanno permesso ai rossoneri di conquistare lo Scudetto nella categoria Under 13, regalandogli la gioia sportiva più grande della sua giovane carriera.
La conferma di questo talento cristallino non è arrivata per caso, ma è il frutto di una maturazione che continua a lasciare a bocca aperta gli addetti ai lavori. Dopo lo storico tricolore, Milo Tafuri ha scelto di non accontentarsi, continuando a parare ogni dubbio residuo sulla sua ascesa. L'ultima perla di una bacheca che si sta riempiendo velocemente è arrivata sui campi del prestigioso Trofeo Annovazzi, uno dei palcoscenici più ambiti e selettivi per la categoria Under 14. Qui, tra i migliori profili classe 2012, il numero uno rossonero ha spesso blindato la porta con interventi prodigiosi, trascinando il suo Milan alla vittoria finale dell’ambito trofeo. La ciliegina sulla torta è stata il premio individuale come miglior portiere del torneo, un riconoscimento che lo conferma come un'eccellenza assoluta nel ruolo a livello nazionale.
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Milo Tafuri: a sinistra in azione durante la finale con l'Inter, a destra con in mano il premio come miglior portiere del Trofeo Annovazzi durante la premiazione
Non è un caso che anche la regular season lo abbia visto come uno dei punti fermi nello scacchiere tattico di Artusa, tecnico rossonero. Grazie alle sue parate e a una straordinaria qualità nel gioco con i piedi, i rossoneri sono riusciti a staccare il pass per la Fase Interregionale che prenderà il via nelle prossime settimane. Con 770 minuti giocati in campionato e tre reti inviolate, Milo Tafuri ha dimostrato riflessi felini e, soprattutto, un sangue freddo fuori dal comune, restando lucido anche nei momenti di massima pressione. Emblematico è stato il suo percorso nelle sfide decisive: il rigore parato in semifinale contro il Monza, che ha spedito il Diavolo in finale, e gli interventi decisivi nell'ultimo atto contro l'Inter, dove ha contenuto il risultato nel sempre sentito derby della Madonnina.
Il successo di Milo Tafuri rappresenta una lezione di vita che va oltre il rettangolo verde: è la dimostrazione che il tempo è un concetto relativo quando si possiedono talento e una volontà ferrea. Se inizialmente il giovane portiere poteva sentirsi un "alieno" rispetto ai coetanei che masticavano pane e pallone sin dai primi anni di vita, oggi la sua strada è tracciata da una leadership silenziosa e da una sicurezza tra i pali che non ha eguali. Sotto la guida dei tecnici del Milan, il ragazzo ha saputo colmare il gap tecnico in tempi record, trasformando quella solitudine iniziale in una corazza dorata. Il premio all'Annovazzi non è che l'ultima tappa di un viaggio interstellare che lo ha portato dalle retrovie al centro dell'area di rigore, dove oggi splende come una delle stelle più luminose della cantera milanista.
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