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La Juventus lo ha preso a gennaio e non può già fare a meno di lui, il 19enne è pronto a sfondare come Yildiz

Dalla scintilla con la Germania al piano bianconero: come il classe 2007 sta accelerando l’apprendistato tra Primavera e Next Gen

JUVENTUS NEXT GEN SERIE C - ADIN LICINA

JUVENTUS NEXT GEN SERIE C - Adin Licina, centrocampista classe 2007, dal suo arrivo a gennaio 2026 con i bianconeri ha collezionato 6 presenze in Serie C e una in Primavera

Un campo neutro in Croazia, aria di settembre, un pallone che scivola fra le linee e una corsa in verticale: è lì che il nome di Adin Licina comincia a risuonare più forte. Contro l’Italia Under 19, il classe 2007 tedesco infila la giocata «giusta» al momento «giusto», rifinendo l’azione del 3-1 firmato da Denis Husser. Un dettaglio? No: è la cartolina di un modo di stare in campo, testa alta, primo controllo orientato, passaggio che spezza la pressione, che oggi fa gola alla Juventus e tiene in allerta il Bayern Monaco. Quel flash d’autunno (era il 6 settembre 2025) racconta già l’essenziale: Licina non si limita a dribblare, sposta le partite di mezzo metro e un tempo prima degli altri. Un profilo che a Torino hanno imparato a riconoscere. E a coltivare.

GERMANIA UNDER 19, IL PALCOSCENICO DOVE L'ISTINTO DIVENTA METODO
Nelle giovanili tedesche, Licina si è ritagliato spazi e responsabilità da «rifinitore laterale» capace di alzarsi fra le linee e di venire dentro al campo sul mancino. Non è un caso che, nei mesi successivi, in una gara di qualificazione agli Europei Under 19 contro la Svezia Under 19, il suo nome torni al centro della trama: l’azione del vantaggio, rifinita da Otto Stange, nasce proprio da un innesco di Adin in zona di costruzione. Un indizio ulteriore di quanto il suo contributo non vada contato solo a gol e assist «finali», ma a catene di passaggi che accendono l’ultimo terzo. La cronaca di giornata lo ha messo nero su bianco, confermando un copione ormai riconoscibile. Se si cerca un precedente concreto, si torna a quel Germania–Italia U19 3-1 di Koprivnica: in tabellino, l’assist di Licina per Husser fotografa l’efficacia della sua scelta palla al piede e la pulizia dei tempi d’uscita dalle pressioni. Dettagli che, in un contesto senior, spesso fanno la differenza tra un’azione che muore sulla trequarti e una che arriva pulita in area.

IL TRASFERIMENTO ALLA JUVENTUS, I PARALLELI CON YILDIZ
Il salto in Italia arriva nei giorni caldi di mercato invernale: la Juventus chiude per Licina con un contratto fino al 30 giugno 2029, inserendolo subito nella Next Gen. È la stessa società bianconera a ufficializzare l’operazione, che porta a Torino un profilo modellabile tanto per la Primavera quanto, gradualmente, per la Serie C e gli allenamenti a contatto con la Prima squadra. Le condizioni dell’accordo disegnano un equilibrio interessante fra investimenti tecnici e tutela del valore: secondo l’agenzia che ha seguito l’operazione, è stata concordata una clausola di rivendita a favore del Bayern pari al 30% su una futura cessione, unita a un’intesa di lungo periodo con il giocatore. Il parallelo con Kenan Yildiz è inevitabile. Anche in quel caso, la Juventus aveva colto un’opportunità sul confine tra settore giovanile e prima squadra.

INSERIMENTO ALLA JUVENTUS: DALLA PRIMAVERA AI «MINUTI PESANTI» IN NEXT GEN
L’approdo in bianconero non ha significato accelerazioni forzate. L’inserimento di Licina è stato scandito per gradi: una prima parentesi con la Primavera, alcuni spezzoni in Next Gen, fra cui quelli contro Ravenna, Campobasso e Pontedera, quindi la titolare con prestazioni via via più «complete». È il percorso indicato dalla Juve e raccontato nelle cronache dei match: contro la Vis Pesaro l’8 marzo, ad esempio, Adin parte dal primo minuto in un 3-5-2 fluido che lo vede alzarsi sulla trequarti per associarsi con i quinti e con il rifinitore interno. La sensazione, minuto dopo minuto, è di una crescita tattica che si salda alla personalità palla al piede. Pochi giorni dopo, a Forlì (gara del 15 marzo 2026), Licina torna centrale nel piano gara ed p autore di un secondo tempo di buon impatto sul match e situazioni in cui ha provato a strappare palla al piede. Un tassello in più nella costruzione di fiducia e minutaggio.

IL PRECEDENTE CHE FA SCUOLA: EFFETTO YILDIZ
Con Kenan Yildiz, la Juventus ha mostrato di saper leggere prima di altri il punto di non ritorno fra giovanili e calcio adulto. Quel caso è diventato bussola, in società, per valutare quando accelerare (e quando no) sui classe 2005–2007 più pronti. Nel caso di Licina, il parallelo non è un’etichetta forzata: è una griglia di lettura. Anche Kenan, nei primi mesi bianconeri, alternava Primavere e Next Gen prima di trovare una traiettoria definitiva verso la Prima squadra. Oggi la Juve sa che la scommessa «giusta» è quella che allena il talento senza «bruciarlo». E i segnali tecnici (e caratteriali) che arrivano da Adin sono incoraggianti.

LA CHIIOSA: PERCHÈ LA STORIA DI LICINA ENTUSIASMA TUTTI
Per i tifosi bianconeri, Licina rappresenta una promessa a medio termine: un giocatore che può diventare “utile” alla causa già dalla Next Gen, con finestre di visibilità estiva in Prima squadra. Per gli osservatori di mercato, è un case study su come i grandi club europei stiano ridefinendo gli scambi sui talenti 16-19: contratti lunghi, clausole intelligenti (percentuali di rivendita, diritti di pareggio) e percorsi tecnici ibridi fra giovanili, seconde squadre e prestiti selettivi. Per il Bayern Monaco, è la lezione di Yildiz rielaborata: mai lasciare che un talento si allontani senza un elastico legato alla cintura. Nel frattempo, la verità più semplice scorre sul campo. Che sia in Serie C o con la Germania U19, Adin Licina si muove già come un giocatore che vede prima. Ed è di questo che, alla lunga, vivono le grandi storie tecniche. Torino è un luogo dove quelle storie, ultimamente, trovano spesso il loro compimento.

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