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Italia Under 21

Il portiere che piace alla Juventus ha le idee chiare in Nazionale: «Noi coesi e focalizzati sull'obiettivo»

Dopo il 4-0 alla Macedonia del Nord, gli Azzurrini volano in Scandinavia con la massima fiducia per raggiungere gli Europei

ITALIA UNDER 21 - LORENZO PALMISANI

ITALIA UNDER 21 - Lorenzo Palmisani, portiere classe 2004, conta 32 presenze in Serie B nella stagione in corso a difesa della porta del Frosinone

La scena è questa: il CPO di Tirrenia illuminato dal sole del pomeriggio, una porta che cigola dietro il campo principale, il mormorio dei compagni che defluisce verso gli spogliatoi. Lorenzo Palmisani stringe i guanti, li posa uno sull’altro come si mette a posto un’idea, poi sorride: «Stiamo bene, stiamo prendendo fiducia partita dopo partita… siamo pronti per la Svezia». Non è un mantra, è una dichiarazione di metodo. Arriva a due giorni dalla partenza per la trasferta scandinava, con la vittoria per 4-0 del 26 marzo 2026 su cui costruire convinzioni e automatismi. È l’istantanea di un’Italia Under 21 che ha smesso di cercare alibi e ha iniziato a generare certezze, con una porta tornata presidio di sicurezza e una concorrenza «sana» che, tra i pali, alza ogni seduta di allenamento di un paio di centimetri.

UN 4-0 CHE VA OLTRE I 3 PUNTI
Contro la Macedonia del Nord a Empoli, allo stadio intitolato al main partner e conosciuto come Computer Gross Arena (già «Castellani»), gli Azzurrini hanno giocato una partita quasi «geologica»: strati di dominio, di gestione, di ferocia nell’area avversaria. Il risultato finale, 4-0, ha rimesso in bolla la classifica del Gruppo E delle qualificazioni all’Europeo Under 21 2027, con l’Italia che ha agganciato la vetta a quota 18 insieme alla Polonia ma con una gara in meno. Non solo punteggio: è l’impatto psicologico del poker, arrivato nel momento in cui serviva una risposta piena davanti al pubblico di casa. I riferimenti cronologici aiutano a leggere la traiettoria. Le qualificazioni si chiuderanno il 6 ottobre 2026 e saranno seguite dagli spareggi: questo significa che ogni finestra internazionale è un micro-ciclo ad altissima intensità, dove il «qui e ora» è quasi tutto. Il 4-0 di Empoli (26 marzo 2026), nel cuore di questa sessione 26–31 marzo, ha consolidato misure e fiducia a ridosso della trasferta del 31 marzo in Svezia.

PALMISANI, LA VOCE DEL REPARTO CHE NON PUÒ SBAGLIARE
Nelle ultime uscite, Lorenzo Palmisani è diventato un riferimento tecnico e comunicativo. Le sue parole dal ritiro, «Siamo un gruppo coeso, tutti focalizzati sullo stesso obiettivo»; «Affronteremo una squadra forte, ma la stiamo studiando bene», disegnano un portiere che interpreta i pali non come confine, ma come torre d’osservazione. La coesione di cui parla non è un’etichetta: è la pratica quotidiana di un gruppo cresciuto dentro un’idea chiara del CT Silvio Baldini, capace di mettere in relazione i diversi profili (dall’under di club alla Serie B e alla Serie A) dentro meccanismi ripetuti e riconoscibili. Che Palmisani non arrivi qui per caso lo confermano anche i riferimenti di club: classe 2004, cresciuto nel Frosinone, protagonista tra i professionisti e ormai presenza stabile nel giro Azzurrini. Nell’ultimo biennio ha scalato gerarchie con pazienza, trasformando minuti e ripetizioni in solidità. E il suo nome nel mercato è circolato a proposito di un possibile approdo alla Juventus.

IL VALORE DELLA CONCORRENZA
«Fra i pali c’è una concorrenza importante… ti spingono sempre a fare meglio», dice Palmisani. È un punto essenziale e spesso sottovalutato. La concorrenza interna è un moltiplicatore di rendimento se è gestita con ruoli chiari: scaletta delle gerarchie ribaltabile con il lavoro, focus sul dettaglio e sul gesto ripetuto, stessa grammatica tecnica per creare intercambiabilità senza traumi. Nel gruppo Azzurrini, in questa stagione, il set dei portieri ha avuto volti diversi: Motta (fermato da un infortunio nell’autunno 2025), Palmisani e altri profili in orbita FIGC e campionati professionistici, a seconda della finestra. È stato lo stesso ecosistema della Serie B a fornire massa critica di giovani interpreti, con chiamate e sostituzioni «a sportello» che hanno tenuto alto il livello delle sedute. In questo contesto, la scelta di Baldini di muovere su una base di 24 convocati per la doppia sfida di fine marzo 2026, con aggiornamenti last minute legati a forma e disponibilità, conferma una logica: la competizione come strumento di crescita, non come variabile di disturbo.

NOMI, RUOLI, RESPONSABILITÀ: IL GRUPPO SECONDO BALDINI
La narrazione «senza nomi» è un esercizio elegante, ma la realtà del campo impone identità precise. La rosa di Silvio Baldini tiene insieme under di club dal minutaggio crescente, giocatori già stabilizzati in Serie A e Serie B, oltre a profili che cercano spazio ma offrono allenamenti ad alta intensità. Dentro questo mosaico, alcuni elementi, dalla catena di destra capace di produrre profondità, alla mezzala in inserimento che riempie l’area, raccontano un progetto tecnico che non dipende da un singolo ma da una gerarchia di compiti. In porta, Palmisani interpreta il ruolo come «regia corta»: guida la linea, detta i tempi della salita, accorcia sugli appoggi per proteggere la profondità. La sua crescita, notata anche dagli osservatori di categoria, lo pone oggi come uno dei riferimenti del reparto.

CONCLUSIONE: LA MISURA DELLA FIDUCIA
La fiducia non è un claim, è un investimento. La vittoria per 4-0 del 26 marzo 2026 non vale soltanto i tre punti; è un capitale emotivo da portare in viaggio. Le parole di Lorenzo Palmisani fotografano lo stato dell’arte: cohesion, obiettivo comune, concorrenza che migliora. La Svezia, in questo scenario, non è un ostacolo da temere ma una prova di maturità da amministrare con lucidità. Gli Azzurrini hanno imparato a vincere in diversi modi e con interpreti diversi. Se, come sembra, difenderanno questo patrimonio con la stessa cura con cui Palmisani piega i suoi guanti prima di ogni seduta, allora il viaggio verso Albania e Serbia 2027 potrà continuare con il passo giusto.

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