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Serie C

Bomba d'acqua, grandine e black out in pieno recupero: la squadra dell'ex Torino segna poi al 110' e blinda i 3 punti

Un monday night trasformato in un racconto di resistenza: alla fine i Falchetti battono i rossoneri e volano a ridosso del 3° posto

CASERTANA SERIE C - FEDERICO COPPITELLI

CASERTANA SERIE C - Federico Coppitelli allena il club campano dall'estate 2025

Comincia tutto con un rumore sordo, quasi metallico: i chicchi di grandine che rimbalzano sui seggiolini vuoti delle tribune scoperte del Pinto. In campo, nel frattempo, l’acqua disegna rivoli lucidi sulla zolla e copre i contrasti con spruzzi bianchi. È il minuto tra il 79’ e l’85’ del monday night del Girone C: l’arbitro non ha scelta, tutti negli spogliatoi. Quando la partita di Serie C riparte, l’aria sa di ozono e di nervi. Ma non è finita: nell’11’ di recupero concesso per l’interruzione, le luci dello stadio si spengono. Buio. Solo i display dei telefoni, accesi come lucciole, raccontano l’attesa. Servono altri 7 minuti per riavviare l’impianto e completare una gara diventata, più che una partita, una prova di tenuta emotiva e organizzativa.

IL CONTESTO: UN MONDAY NIGHT CHE PESA IN CLASSIFICA
Il calendario diceva lunedì 30 marzo 2026, 34ª giornata del Girone C. La Casertana di Federico Coppitelli inseguiva il miglior piazzamento possibile in chiave playoff, sospinta da un ambiente che nelle ultime settimane aveva ritrovato fiducia, gioco e risultati. Il Sorrento arrivava a Caserta per spezzare un tabù pluridecennale al Pinto e mettere punti fondamentali nella corsa a un finale di stagione sereno. Il peso specifico del match è emerso anche a gara conclusa: con il 2-0, i Falchetti sono saliti a -1 dal terzo posto, occupato in coabitazione da Cosenza e Salernitana a 4 giornate dalla fine della stagione regolare. Un dato che, sulla scorta del successo e al netto del caos meteorologico, ha cambiato il respiro della classifica e l’orizzonte psicologico dei rossoblù.

LA PARTITE PRIMA DELLE SOSPENSIONI: IL SIGILLO DI BUTIC
La sfida si era messa in discesa presto, con Antonio-Mirko Butic, il riferimento offensivo scelto da Coppitelli, bravo a capitalizzare una costruzione pulita dei padroni di casa: il suo destro al 9’ ha indirizzato l’inerzia, costringendo il Sorrento a una rincorsa complicata su un terreno che, con il passare dei minuti, andava irrigidendosi sotto i colpi del maltempo. La Casertana ha provato a gestire e ripartire, alternando fasi di pressione alta a una densità prudente nella trequarti, per impedire ai rossoneri di sviluppare ampiezza. Non è stato un monologo: gli ospiti hanno mostrato fiammate pericolose, specie sulle palle inattive, seguite poi, ironia del destino, da quell’angolo nel recupero in cui è calato il buio. Ma fino alla tempesta e al blackout, il canovaccio tecnico restava chiaro: i Falchetti più verticali e cinici; il Sorrento più dipendente dalle transizioni.

LA PRIMA INTERRUZIONE: PIOGGIA E GRANDINE
Tra il 79’ e l’85’, la gara va in stand-by: l’arbitro manda tutti negli spogliatoi di fronte a una pioggia trasversalmente intensa, accompagnata da grandine. La sospensione, imposta dalla necessità di tutelare l’incolumità di giocatori, ufficiali e pubblico, è l’immagine più nitida di una serata a rischio. Le verifiche sulle condizioni del manto e la riduzione dell’intensità precipitativa permettono la ripresa, ma il match entra, da lì in avanti, in un territorio emotivo diverso, più frammentato e nervoso. Un quadro meteo coerente con gli avvisi diffusi in Campania tra il 30 e il 31 marzo 2026: la Protezione Civile regionale aveva segnalato una fase di instabilità con possibili fenomeni intensi a scala locale, anche con grandine e fulmini, specialmente sulla fascia costiera e nelle aree centro-meridionali. 

IL BUIO OLTRE IL 90': BLACK OUT E 7 MINUTI DI ATTESA
Nell’11’ complessivo di recupero (concesso proprio per assorbire la prima sospensione), arriva il secondo evento della serata: le luci del Pinto si spengono durante un corner per il Sorrento. Blackout totale e partita ancora una volta ferma. Dalla ricostruzione dei presenti e dalle cronache, il riavvio dell’impianto richiede circa 7 minuti, il tempo tecnico per il reset e le verifiche di sicurezza. Poi il semaforo torna verde e il finale prende forma. È un tipo di incidente che il calcio conosce. Ma senza cadere nella speculazione, non ci sono, al momento, note ufficiali dettagliate sulle cause tecniche, resta il dato: l’impianto è stato riavviato rapidamente e la gara ha potuto concludersi regolarmente, a tutela del principio di regolarità sportiva. È dentro quel tempo supplementare «non scritto» che Accursio Bentivegna trova il 2-0 al minuto «folle» del 110’. Rete che racconta due cose: la capacità della Casertana di restare centrata dopo le interruzioni, e la difficoltà fisiologica del Sorrento, costretto a riaccendere il motore due volte in condizioni psicofisiche non banali. 

PERCHÈ QUESTA PARTITA RESTERÀ NELLA MEMORIA
Non solo per il risultato. Casertana-Sorrento resterà come un piccolo studio di caso: cosa succede quando il calcio incrocia le anomalie meteorologiche e la vulnerabilità tecnica degli impianti? La risposta non è scritta solo nel tabellino, 2-0 firmato Butic e Bentivegna, ma nelle modalità della gestione: sospensione tempestiva per maltempo, riavvio in tempi rapidi dell’illuminazione, ripristino della normalità competitiva senza pregiudicare la sicurezza. In fondo, il calcio vive anche della sua capacità di «stare nel mondo»: di adattarsi, senza snaturarsi. A Caserta, in una notte segnata da acqua e buio, il gioco ha trovato comunque la strada per completarsi. E a volte, soprattutto a questo livello, è già una piccola vittoria di sistema.

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