Under 17 A-B
31 Marzo 2026
UNDER 17 A-B - Derby della Mole tra Torino e Juventus. In foto Riccardo Marangon e Davide Marchisio.
Quando il Torino e la Juventus si trovano una di fronte all’altra, il tempo sembra fermarsi e tutto si azzera. È una sfida che vive di storia, orgoglio e appartenenza, capace di accendere emozioni che nessun’altra partita sa regalare. Anche questa volta, la stracittadina si carica di significati profondi: da una parte la voglia di riscatto granata, dall’altra la solidità e l’ambizione bianconera. Il palcoscenico è pronto, i protagonisti anche: appuntamento al Valentino Mazzola di Orbassano, giovedì 2 aprile, per un derby della Mole pronto a scrivere un’altra pagina della suo centenario libro.
Il Torino arriverà in questo derby dopo un 2026 piuttosto altalenante. Difatti, dall’inizio del nuovo anno, nelle nove giornate giocate sono arrivate appena quattro vittorie contro Cesena, Carrarese, Reggiana e Sassuolo; poi, quattro pareggi e una sconfitta ai danni del Bologna. Rispetto alla gara d’andata, cambia anche il dato sui gol subiti: se a dicembre i granata erano la miglior difesa del campionato con appena 8 centri incassati, ora il dato sale a 25, complici anche le 11 reti subite da gennaio in poi (e le 7 nel derby d’andata, che hanno sicuramente compromesso la statistica). Al contrario, la Juventus ne ha incassate solamente più 5, diventando così la squadra con la miglior difesa del Girone A, superando proprio i Torelli. Il tutto si riflette nella classifica: prendendo sempre come punto di riferimento la stracittadina del 20 dicembre scorso, il Toro, che si presentava a Vinovo con 21 punti all’attivo da quarta della classe a -7 dai cugini juventini, tre mesi dopo si trova sempre nella stessa posizione, ma il distacco da Madama si è più che raddoppiato. Difatti, i granata si trovano sotto di 17 lunghezze. È un risultato che mostra due facce: da un lato, la forza della corazzata di Grauso, che ha dominato in questo seconda parte di stagione e che ha in pugno il primo posto; dall’altra, un calo netto del Torino campione d’Italia.

A partire dalla stagione 2009-2010, in questa categoria è stata la Juventus a imporsi più spesso, con 16 vittorie contro le 8 del Torino, oltre a 6 pareggi. Negli ultimi anni, però, la tendenza si era momentaneamente invertita: nella scorsa stagione erano stati i granata a dominare, vincendo sia all’andata sia al ritorno e salendo poi sul tetto d’Italia con una squadra fortissima, composta da alcuni talenti cristallini come Andrea Luongo, David Bonacina, Andrea Ballanti, e potremmo continuare citando tutta la rosa. Il successo per 3-2 a Orbassano, in particolare, aveva rappresentato un risultato significativo, visto che il Toro non batteva la Juve dal 2017 (2478 giorni). Il quadro, tuttavia, è cambiato nuovamente in questa stagione. Il netto 7-1 del 20 dicembre ha, infatti, rilanciato con forza i bianconeri, che sono riusciti non solo a interrompere il digiuno nel derby della Mole che durava dall’aprile del 2023, ma anche a farlo in maniera clamorosa. Un risultato che ha spezzato il tabù delle ultime due annate e restituito fiducia alla Juventus.
Per parlare della sfida del 2 aprile, non si può non citare il derby d’andata e dal suo grande protagonista: Riccardo Paonessa, autore di una tripletta. La sua presenza, tuttavia, è in forte dubbio: il bomber classe 2009 della Juventus è fermo da un mese per un problema alla spalla sinistra, infortunio causato durante la partita contro il Bologna, costringendolo ad uscire anzitempo al quarto d’ora; probabilmente si rivedrà dalle fasi finali. Ci sarà, invece, Thomas Corigliano, che con la fascia da capitano in nazionale ha stupito con un gol segnato all’Islanda e un assist contro il Portogallo. Continua il suo trend positivo contro il Toro: dall’Under 15, ha sempre segnato almeno un gol nel doppio confronto. E uno lo ha già fatto, chissà se si ripeterà. Il derby resta un legame speciale anche per Davide Marchisio che, in Under 14 aveva timbrato due volte su due, ed è tornato al gol dopo quasi un anno proprio nella stracittadina d’andata a dicembre. Chi proverà a fare uno scherzetto al Torino è anche Matteo Giambavicchio: l’italo-peruviano, fresco della firma sul primo contratto da professionista, sta sfigurando in Sudamerica e vorrà colpire il Toro, la sua ex squadra fino al 2022.
Per i granata classe 2009, la tradizione contro Madama è tutt’altro che favorevole. Non è, dunque, un caso che le statistiche siano tutte a favore dei bianconeri, come evidenzia anche il numero di gol segnati dall’Under 14 all’Under 17: appena 5 reti in 9 partite. L’ultimo è quello trovato dall’ex Fossano Nicolò Pagliano, il quale, dopo un grande inizio tra i Prof, è stato spesso alternato con i suoi compagni del centrocampo. Il più continuo, invece, anche in termini realizzativi, è sicuramente Riccardo Marangon. Il fantasista granata ha trovato in totale 7 reti, di cui tre nelle ultime nove uscite. E se Paonessa conta 16 marcature, il capocannoniere del Toro è proprio Marangon, sintomo di una mancanza importante di un vero e proprio bomber. Lo scorso anno ci aveva pensato Falasca, ma durante questa stagione né Black né Jawo sono riusciti ad incidere; ci sta provando Edoardo Martini, che nelle sue 5 presenze ha avuto un buon impatto, trovando 3 gol. In formissima anche Youssef Boulifi, perno del centrocampo, che ha anche esordito da sottoleva in Under 18; grande interrogativo sulla presenza di Moise Antonelli, uscito nei minuti iniziali contro il Sassuolo. Probabilmente, però, nessuno meglio di Fabio Rebuffi sa come si può fermare la Juventus: a parte lo scivolone dell’andata, comprendendo anche la passata esperienza da allenatore dell’Alessandria, negli altri 6 incontri ha fermato 5 volte la Vecchia Signora, totalizzando un bilancio di 2 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta (aprile 2022).
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A pochi giorni dal derby, è possibile ipotizzare gli assetti delle due squadre. La conferma principale di Rebuffi è, senza alcun dubbio, il reparto difensivo a quattro, poi il 4-3-3 sembra il vestito più adatto: confermato Salaroglio tra i pali, da destra a sinistra Houser, che si è preso la titolarità con l’assenza di Antonelli, Gaffurini (stacanovista della rosa con 1868’ all’attivo), Piano e Befani; in mezzo, impossibile prescindere di Cigaina sulla mediana, ai suoi lati Boulifi e uno tra Scibilia e Pagliano, con il primo più avvantaggiato. Davanti pochi dubbi sul tridente della ‘tripla M’, formato da Marangon, Moraglio sulle fasce e Martini al centro. Come risponderà Grauso? Mai come questa volta, il detto "squadra che vince non si cambia" è azzeccato, a partire dal modulo: il 4-3-1-2. A proteggere lo specchio della porta ci sarà Giaretta, davanti a lui Rigo sulla destra e Del Fabro dall'altra parte, ma attenzione a Carfora, che all'andata aveva svolto una delle sue migliori partite in bianconero; baluardi della difesa Demichelis e Osakue, con Rocchetti che potrebbe tornare tra i convocati dopo un mese e mezzo. In cabina di regia ci sarà ovviamente Brancato, il quale nelle sfide giocate l'anno scorso contro il Torino ha trovato il gol sia a Vinovo che in 'trasferta'; come mezzali, agiranno Marchisio da una parte e uno tra Banchio (autore del gol vincente nell'ultima contro il Sassuolo) e Giambavicchio, anche se l'italo-sudamericano è più indirizzato nell'entrare a gara in corso. Sulla trequarti pochi dubbi, è la casa di Corigliano, a supporto delle due punte, Urbano e Santa Maria.
E allora resta solo il campo, che non mente mai. Novanta minuti in cui numeri, statistiche e pronostici si sciolgono nel calore di una sfida che vale sempre oltre la classifica. Perché il derby non si gioca, si sente. Il Torino cercherà orgoglio, riscatto, identità. La Juventus vorrà confermare supremazia e continuità. Ma quando il fischio d’inizio spezzerà il silenzio, tutto tornerà in equilibrio, sospeso tra passato e presente. E in quel momento, come sempre, vincerà solo chi avrà più cuore.
TORINO (4-3-3): Salaroglio, Houser, Gaffurini, Piano, Befani, Boulifi, Cigaina, Scibilia, Marangon, Martini, Moraglio. All. Rebuffi.
JUVENTUS (4-3-1-2): Giaretta, Rigo, Osakue, Demichelis, Del Fabro, Marchisio, Brancato, Banchio, Corigliano, Santa Maria, Urbano. All. Grauso.
ARBITRO: Cafaro di Alba-Bra.
COLLABORATORI: Lo Chiatto di Nichelino e Marro di Cuneo.