L'intervista
12 Ottobre 2021
Tra le quote presenti all'interno del Girone A di Promozione si è messo in mostra in queste prime giornate di campionato Alessandro Marchiella, attaccante classe 2002 dell'Olimpia Ponte Tresa. Per capire meglio il vissuto calcistico di questo bel prospetto Alessandro racconta il suo percorso nelle giovanili: «Ho iniziato all'Accademia Calcio Como nel 2016, poi sono passato per tre stagioni alla Caronnese con la quale ho vinto i regionali con l'annata 2000-2001. Inoltre ho avuto la fortuna di disputare le finali dei regionali a Rimini, un'esperienza fantastica. L'anno successivo abbiamo quindi fatto i Regionali A mantenendoci a metà classifica. Nel 2019 ho scelto di passare alla Varesina, questo perché penso che come società abbia un occhio particolare per i giovani rispetto ad altre. Qui ho fatto ancora i Regionali A con Fedele in panchina, arrivando secondi dietro all'Alcione, poi da febbraio si è bloccato tutto, un peccato perché avevo anche iniziato a frequentare la Prima squadra. L'anno dopo mi hanno aggregato in prima squadra, abbiamo fatto un grande inizio di stagione vincendo le prime 4-5 partite, poi siamo ripartiti ad aprile con il mini-campionato da 10 partite e all'ultima partita abbiamo sprecato l'occasione di giocarci lo spareggio finale contro la Brianza Olginatese perdendo contro il Club Milano. Ovviamente non ho giocato più di 3-4 gare vista l'agguerrita concorrenza in attacco fatta da giocatori comprati per conquistare la Serie D, ma nonostante questo rifarei le mie scelte perché solo allenarti con un certo tipo di giocatori ti fa migliorare». In questa stagione Marchiella ha scelto l'Olimpia per trovare più minutaggio e costanza: «A fine anno avevo già preso accordi con Micheli per andare in prestito per avere più spazio, sicuramente mi sarebbe piaciuto restare in Eccellenza ma avrei rischiato di finire ancora in panchina molte partite, così ho scelto di scendere di categoria per mettermi in luce. C'era interesse da parte di diverse squadre tra cui anche il Morazzone, ma alla fine ho scelto l'Olimpia perché sapevo che Rinaldi stava mettendo a punto una squadra molto giovane, siamo tutti tra 1997 e 2002. Un fattore che mi ha aiutato a scegliere è stato sicuramente il conoscere gente come Leone e Segalini di vista, mentre avevo già giocato con Zagarini. Attualmente qui mi trovo molto bene, abbiamo come obiettivo il salvarci il prima possibile per poi toglierci qualche soddisfazione facendo ovviamente più punti possibili. Una squadra così giovane probabilmente è una scommessa ma Rinaldi crede molto nelle nostre qualità». Per ora i biancoazzurri hanno conquistato 6 punti in quattro partite, con due vittorie per 3-0 e due sconfitte con lo stesso risultato contro le corazzate Meda e Solbiatese, questa l'analisi di Alessandro: «Direi che contro il Meda è stato un risultato bugiardo, dopo aver subito il primo gol penso siamo un po' crollati mentalmente. Forse nel secondo abbiamo creato poco, ma c'è da dire che se nel primo tempo fossimo passati in vantaggio non ci sarebbe stato nulla da dire. Contro la Lentatese invece abbiamo avuto un bell'approccio, siamo passati in vantaggio e amministrato bene la gara. Una nostra grande qualità infatti è l'essere molto compatti in fase difensiva, quando passiamo in vantaggio lasciamo volentieri il pallino del gioco agli avversari rendendoci pericolosi in contropiede, infatti il mio gol è arrivato proprio così». Approfondendo il suo ruolo in campo Marchiella rivela qualche dettaglio molto interessante: «Gioco principalmente come ala, ma sono abbastanza atipico in questa posizione: a differenza di molti giocatori in questo ruolo non voglio la palla sui piedi per puntare l'uomo, preferisco buttarmi nello spazio e arrivare in porta tramite 1-2 rapidi. Quello che mi rende davvero atipico però è il modo particolare che ho di inserirmi: invece che inserirmi normalmente taglio tutto il campo e mi inserisco dietro il centrale di destra avversario facendo una specie di movimento a U. A causa di questo movimento spesso vengo inserito a partita in corso per sorprendere le difese avversarie quando ci sono più spazi, perché nessuno mi segue quando mi muovo in questo modo». Dopo la sconfitta subita contro la Solbiatese è chiaro il giudizio sulla favorita del campionato: «Per quello che ho visto sono i più forti, sono i giocatori stessi a saperlo e dirlo senza problemi. Chiaro che gente come Scapinello, Torraca e Bellini sono di categoria superiore che ti castigano al primo errore. Faranno probabilmente un campionato a parte, anche perché sono oltre che forti, tra le squadre più esperte del girone e questo fa una bella differenza». Essendo un 2002 Marchiella è stato investito in pieno dall'emergenza covid per quanto riguarda la sua carriera calcistica, costretto al salto in prima squadra anzitempo avendo davvero poche gare in Under 19 a curriculum, questa la sua opinione riguardo questo salto anticipato: «Già solo dagli allenamenti capisci la differenza abissale tra Prima squadra e Juniores, i ritmi di gioco sono totalmente diversi. La cosa migliore per me sarebbe stata avere la possibilità di allenarsi ed essere convocati in Prima potendo comunque scendere in Juniores al weekend per giocare e fare minutaggio. Ho certamente un po' patito il giocare poco l'anno scorso, anche perché dopo tante serate passate ad allenarsi tutti vorrebbero giocare, ma se devo fare un discorso costruttivo dico che rifarei tutto perché è stato un anno che mi ha aiutato a crescere, capire quanto valgo e vedere quanto ancora devo migliorare per arrivare ad un certo livello. Quando sei ancora in Juniores e se uno dei più bravini capita che non invece che andare al 100% magari vai a 90, questo non puoi permettertelo coi grandi, devi lottare su ogni pallone perché se vai molle i giocatori più grandi certo non te le mandano a dire». Per quanto riguarda gli obiettivi stagionali Marchiella non si nasconde: «Voglio dimostrare quanto valgo, l'obiettivo ambizioso sarebbe segnare 10 gol in campionato, sarebbe un grande traguardo per me. L'ambizione per il futuro è tornare da protagonista in Varesina tra qualche anno».
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