Under 17 Élite
27 Novembre 2025
PONTE MAPELLO-DESENZANO
La sfida del 16 novembre tra Ponte Mapello e Desenzano non si è chiusa davvero al triplice fischio. Quel finale acceso, sospeso sul filo del recupero, ha lasciato dietro di sé più di un’ombra: un gol arrivato quando il campo sembrava già aver raccontato tutto, un rientro in campo contestato e un dopo-gara febbrile, fatto di comunicazioni ufficiali, ricorsi e verifiche incrociate. Ora la vicenda trova una direzione chiara: la partita sarà rigiocata. Ma, perché?
Il caso si sviluppa nel contesto del campionato Under 17 Élite, nella gara del 16 novembre 2025. Il Desenzano ha presentato un formale ricorso in data 17.11.2025, sostenendo «che l’Arbitro avrebbe commesso un errore tecnico nella gara in oggetto». Al centro della contestazione c’è una precisa dinamica: nel recupero, con il punteggio fissato sul 2-2, il calciatore Alex Temaj del Ponte Mapello «rimaneva a terra infortunato», l’arbitro «autorizzava l’ingresso dei sanitari e l’uscita del calciatore dal terreno di gioco», ma il giocatore rientrava «senza preventiva autorizzazione del Direttore di Gara», violando la Regola 3 del Regolamento del giuoco del calcio. Da quel rientro irregolare nasceva l’azione che portava al 3-2 «all’incirca al minuto 92», segnato proprio dal calciatore non autorizzato. A fine gara, il direttore di gara avrebbe ammesso «di non avere autorizzato il rientro», conferma ribadita da «un osservatore arbitrale presente all’incontro».
Le controdeduzioni del Ponte Mapello non sono mancate, ma la ricostruzione definitiva è arrivata dopo il colloquio tra il Giudice Sportivo e l’arbitro, che con una nota del 25 novembre ha chiarito di aver autorizzato «esclusivamente l’ingresso del personale sanitario» e di essersi accorto dell’irregolarità «solo al termine della gara». Da qui la valutazione tecnica: la Regola 3, sottolinea il comunicato, «stabilisce in modo tassativo che il calciatore uscito dal terreno di gioco può rientrare solo previa autorizzazione dell’Arbitro», e la presenza attiva di un calciatore non autorizzato «impone l’interruzione del gioco». La mancata interruzione, unita al fatto che il giocatore irregolarmente in campo sia stato autore della rete decisiva, configura un errore tecnico «che può comportare la non regolarità della gara». Per questo motivo il Giudice Sportivo ha deliberato di «accogliere il ricorso, non omologare il risultato maturato sul campo (3-2) e dichiarare irregolare la gara per errore tecnico del Direttore di Gara».
La decisione di ripetere integralmente la gara deriva da un principio chiaro delle norme federali: quando un errore tecnico dell’arbitro incide direttamente sull’azione che determina il risultato finale, l’incontro non può essere considerato regolare. Nel caso esaminato, l’irregolarità riguarda il rientro in campo del calciatore Alex Temaj del Ponte Mapello senza l’autorizzazione dell’arbitro, obbligatoria secondo la Regola 3 del Regolamento del Giuoco del Calcio. Poiché la mancata autorizzazione è stata confermata dallo stesso direttore di gara e poiché quel rientro ha portato alla rete del 3-2, il Giudice Sportivo ha riconosciuto un errore tecnico pienamente configurato. In queste situazioni il Codice di Giustizia Sportiva prevede un’unica conseguenza: la gara deve essere ripetuta.
Non si può intervenire sul risultato a tavolino, perché le squadre non hanno commesso irregolarità dirette; né è possibile considerare valida solo una parte della gara, dato che un vizio tecnico rende l’intero incontro non omologabile. Per questo motivo il match ripartirà dal punteggio di 0-0: una partita annullata perde ogni effetto sportivo e non può essere ripresa da un momento specifico, anche perché non sarebbe possibile ricostruire in modo certo condizioni di gioco, minutaggio, sostituzioni o stato disciplinare dei calciatori. La soluzione regolamentare, dunque, è ricominciare da capo, garantendo pari condizioni alle due squadre.