Scuola Calcio
03 Febbraio 2026
Le parole di saluto e orgoglio di Enrico Marzullo: Grazie Chieri! Ora pronto a nuove sfide, il progetto ES.A Event Sport e un nuovo orizzonte
C’è chi il calcio lo pratica, chi lo studia e chi lo vive come una vera e propria identità. Enrico Marzullo appartiene senza esitazioni a quest’ultima categoria. Il suo racconto è quello di un uomo che ha attraversato il mondo del pallone in ogni sua sfumatura, mantenendo intatto lo stesso entusiasmo delle origini. «Sono un uomo fortunato. Il calcio è una passione che mi accompagna da sempre», racconta, con la naturalezza di chi parla di qualcosa che sente nel profondo. Un legame nato presto, quando da giovanissimo ha indossato le prime scarpette e ha iniziato a respirare l’aria degli spogliatoi.

«Fin dalla tenera età ho vissuto l’adrenalina della competizione, la condivisione con i compagni di squadra e il significato della fatica», spiega Marzullo, sottolineando come quelle esperienze abbiano rappresentato una vera scuola di vita, prima ancora che sportiva. Con il tempo, il suo percorso si è evoluto. Dalla prospettiva del giocatore a quella dell’allenatore, con il desiderio di restituire ai più giovani ciò che il calcio gli aveva dato. «Crescendo ho avuto la possibilità di trasmettere la mia esperienza e la mia passione, lavorando dalla Scuola Calcio fino al settore giovanile», racconta. Un cammino fatto di formazione, attenzione educativa e cura dei dettagli, sempre mettendo al centro i valori sani dello sport.
Enrico Marzullo insieme a Simone Pennazio e Alex Picardi: ES.A Event Sport
Con i colori bianco azzurri addosso, Marzullo ha vissuto dieci anni intensi, contribuendo a costruire e consolidare un progetto di crescita. «A Chieri ho trascorso dieci anni, tra scuola calcio, vivaio e responsabilità organizzative. È un' esperienza che mi ha formato, mi ha fatto sentire parte della società e mi ha fatto apprezzare la disponibilità di molte famiglie». Negli ultimi tre anni, in particolare, è arrivata quella che lui stesso definisce la soddisfazione più grande: «Aver ricostruito, anno dopo anno, una Scuola Calcio viva, strutturata, capace di poter scendere in campo con tutte le annate e potersi confrontare con altre società di blasone». Un successo che va oltre i trofei.
«Io sono di Chieri, e Chieri per me non è solo una società», ribadisce, lasciando trasparire un legame al territorio che va oltre il ruolo ricoperto. Le dimissioni presentate a fine novembre non rappresentano però una rottura con il ruolo. «Non è stato un addio» chiarisce Marzullo. Una pausa che sa di ripartenza più che di conclusione.
Accanto al lavoro sul campo, negli anni Marzullo ha sviluppato anche una vocazione organizzativa. Come promotore e organizzatore di tornei calcistici, ha contribuito a creare eventi capaci di coinvolgere società, famiglie e territori. «Il mio obiettivo è sempre stato quello di creare momenti di incontro e di divertimento per la comunità, rispettando e valorizzando i principi educativi dello sport». Insieme a Simone Pennazio e Alex Picardi, con l' associazione ES.A Event Sport, organizza manifestazioni sportive.

«Ci occupiamo dell' organizzazione di tornei per le categorie della scuola calcio, dagli Esordienti ai Piccoli Amici, coinvolgendo sia società dilettantistiche che professionistiche». Un lavoro reso possibile da una rete di contatti e di fiducia costruita in anni di militanza. «Scelgono di affidarsi a noi società importanti e i successi sono confermati dall'ampia partecipazione agli eventi», aggiunge con soddisfazione.
Perché il calcio, per Enrico Marzullo, resta molto più di un incarico o di un progetto. «È un modo di vivere, un modo di essere». Il futuro resta aperto, fatto di possibilità e nuove sfide. Con una certezza: «Il calcio è nel mio DNA. Non posso immaginare la mia vita senza. Vedremo dove mi condurrà». Qualunque sia la direzione, una cosa è certa: sarà su un campo da calcio.
