Esordienti B
23 Febbraio 2026
Spintoni e tensioni in campo, che hanno poi acceso gli animi anche in tribuna: con offese che sembrano essere volate all'indirizzo degli stessi giocatori. È successo domenica pomeriggio nella sfida fra la Triestina e la Pro Novate, due squadre del campionato esordienti B di Milano. Un arbitraggio che avrebbe lasciato correre «fin troppo», come raccontano entrambi gli allenatori. Innervosendo giocatori e spettatori. Perché, come sottolinea il tecnico ospite, «quando senti che tuo figlio è "in pericolo", è ovvio che ti scaldi». E che avrebbe portato alla decisione di Alessandro Anselmi, allenatore della Pro Novate, di lasciare il terreno di gioco «per evitare che la situazione potesse peggiorare».
Una bella partita, quella che stava scaldando gli animi di Via Fleming. Troppo, secondo Anselmi, meno secondo l'allenatore dei biancorossi Alessandro Adornato. «I genitori urlavano, è vero, ma secondo me è normale amministrazione. Io non sono d’accordo sull'essersene andati dal campo. Lì secondo me doveva fischiare un po' di più l'arbitro, perché quella gestione stava creando problemi anche in tribuna. Tant'è che ci siamo andati a parlare a fine secondo tempo. Ma è calcio. Fatto sta che a un certo punto c'era anche chi insultava i ragazzi in campo. Poi c'erano i bambini che avevano cominciato a spintonarsi fra loro: il direttore di gara non interveniva e l'unica soluzione per noi è stata quella di toglierli. Abbiamo provato a gestirla, ma il problema rimaneva il modo in cui si stava controllando la gara. In un campo piccolo come il nostro, quando cominci a prenderti a scarpate rischi che la situazione degeneri. Loro devono capire che se fanno così anche quando si passa a undici, poi magari si prendono il rosso e magari quattro giornate di squalifica. Però ripeto, a me è piaciuta la partita ed è un vero peccato che sia finita così».
Una precauzione per evitare problemi più gravi. È questo ciò che ha spinto Anselmi della Pro Novate ad abbandonare il terreno di gioco anzitempo. «Dopo l’ennesima provocazione, dopo l’ennesima mano addosso noi siamo andati via: è inconcepibile, ma il calcio così non ha senso, a prescindere dai risultati, dalle prestazioni. Presi a male parole, messe le mani addosso. Gli animi si stavano scaldando, era doveroso fare qualcosa. L'arbitro non è mai arrivato, hanno messo un signore anziano che ha fatto solo disastri. Siamo dovuti intervenire anche sugli spalti per calmare gli animi ed entrambe le cose ci hanno portato ad andare via. Sul campo muovevano le mani e rischiavamo che qualcuno ci facesse male, che si andasse a degenerare. Quando è cominciato a diventare ogni azione una polemica, ho preferito sospendere la gara onde evitare cose più pericolose. A me del risultato non interessa, sono contento solo che sia rimasta intatta l’incolumità dei ragazzi. Bravi loro che hanno vinto, noi intanto dopo cinque o sei minuti siamo andati via. I genitori si stavano innervosendo perchè vedevano i loro figli a cui venivano messe le mani addosso».