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La "miglior responsabile di Scuola Calcio" ha rappresentato Milano alla chiusura delle Olimpiadi

Bice Passera del Villapizzone al fianco di Albarello e De Zolt: «se non me lo avessero anticipato avrei pensato a uno scherzo»

BICE PASSERA VILLAPIZZONE •

SCUOLA CALCIO VILLAPIZZONE • Bice Passera, responsabile della Scuola Calcio gialloviola, protagonista alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi

«Spero di non svenire sul palco, di mantenermi forte, perché l’emozione è grande». Perché sei una delle protagoniste della cerimonia di chiusura della Olimpiadi, perché - anche se non sai quante - sei sicura che tante persone in giro per l'Italia, in giro per il mondo, in tanti stanno guardando. Perché stai rappresentando Milano. Ma nonostante tutto, come racconterà la stessa Bice Passera, figura storica del Villapizzone, «sono felice». La storica dirigente di Via Perin Del Vaga è stata scelta dal Comune per rappresentare la città domenica all'Arena di Verona. «Pensavo di aver raggiunto il massimo dopo aver ottenuto il vostro riconoscimento (Miglior responsabile Scuola Calcio al Pallone D'Oro di Sprint e Sport 2025, ndr), invece la vita ti sa sempre sorprendere».

IL PRE

«Meno male che mi ha chiamato Martina Riva (assessore allo sport, ndr) con cui mi ero già interfacciata per tutto il tema delle concessioni, altrimenti avrei pensato a uno scherzo». In una rosa di cinque nomi, Milano ha scelto lei. Per portare il Tricolore - insieme agli altri otto rappresentanti dei comuni coinvolti nelle Olimpiadi - e consegnarlo ai Carabinieri in alta uniforme. «Siamo arrivati venerdì a Verona e abbiamo fatto le prove con la presenza del pubblico. È un ambiente frenetico, in cui vedi la realtà che c'è dietro le quinte, ciò che tiene in piedi il mondo dello spettacolo. È grandioso, anche perché sei all'interno di un monumento storico». 

Ma dietro a questa scelta, secondo Bice Passera, c'è un gesto importante. «Sono felice che si dia rilievo allo sport che sembra sempre contare meno; è giusto mettere in evidenza quanto sia importante per il bene dei ragazzi. Spero che questo sia un segnale per fare comprendere a tutti che è fondamentale salvaguardare le società. Se sono qui è grazie al Villapizzone: tutto è nato da qui e ho una profonda riconoscenza per ciò che è stato fatto coi miei figli prima come giocatori, e con Alessio come allenatore. Il merito è tutto loro».

IL POST

Figure importantissime del mondo dello sport hanno accompagnato la dirigente del Villapizzone in quest'esperienza. «C'erano Canclini - campionessa di pattinaggio con cui ho legato tantissimo, anche perché ci avevano messo nello stesso albergo - e giganti come Albarello e De Zolt. Loro sono abituati a queste emozioni, io meno. Speriamo che vada tutto bene stasera». E sì, è andato tutto bene. «Sono ancora un po' frastornata, ma sono contenta. Ero emozionantissima, avevamo un percorso di cui in televisione se n'è vista solo una parte, dovevamo anche coordinarci coi Carabinieri. Ma è stato bellissimo, uno spettacolo meraviglioso. Già dal venerdì, dov'eravamo riusciti a fare tutto giusto, regalando un'anticipazione di quello che sarebbe poi successo la domenica a chi era presente all'Arena. Lo definirei indescrivibile: ti senti davvero in un mondo a parte».

Ma le emozioni non si sono fermate a domenica. Sono continuate nei giorni successivi, nelle parole che le istituzioni hanno dedicato a Bice Passera. Alessandro GiungiPresidente della Commissione Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026 - ha dichiarato che «Con Bice si premia perciò un modo di intendere lo sport che va proprio nella direzione indicata dal CIO che nel 2020 al motto olimpico ha aggiunto la parola "communiter". Insieme. Lo sport come comunità». Giulia Pelucchi, racconta come «Il campo del Villapizzone costituisce molto più di uno spazio dedicato all’attività sportiva: è un luogo di crescita, inclusione e appartenenza. La presenza costante di Bice Passera incarna concretamente questi valori». E tutto ciò, secondo la storica dirigente gialloviola, deve diventare monito per tutti.«Era quello che speravo, ma non solo per noi. Per tutte le associazioni sportive di Milano. Perché tutte fanno tanto sociale. E c'è bisogno di dare risalto alle squadre. Perché rimangono in piedi grazie al contributo tantissime persone. Che sacrificano anche il tempo con le loro famiglie per il bene dei ragazzi. Come dice sempre il nostro Presidente, "noi non creiamo dei vincitori per un giorno, ma dei vincenti per la vita"».

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