Pensieri
07 Marzo 2026
Il volto solare dei bambini, perché i bambini sono innocenti e santi (Foto d'archivio)
A Domenico
Da piccolo, quando avevo otto o dieci anni, mia nonna Maria mi portò in visita al sacro monte di Varese a vedere la tomba del piccolo Domenichino (Domenico Zamberletti, 1936-1950).
Ricordo la salita lenta, il bosco, le cappelle e quella frase detta in dialetto milanese che per me era quasi una formula misteriosa: «Andem a pregà sulla tomba del Domenichin».
Arrivati davanti alla tomba, mia nonna si fermava sempre qualche istante. Si faceva il segno della croce, abbassava la voce e recitava la sua preghiera, semplice e piena di tenerezza: «Signur dei poverett, famm la grazia de purtà visin a Ti el pover Domenichin, perché l’era un fió inscì brau e piscinin. Proteg tutti i fiolitt del mund perché hinn innocent e sant. Mett una man in co a tutti i grand de la tera perché fan i rob giust per lur e per nunc».
Io restavo lì accanto a lei senza capire davvero tutto.
Guardavo i fiori, le fotografie, le candele. Pensavo che il mondo degli adulti fosse pieno di misteri.
Col tempo ho capito che quella preghiera non era solo per un bambino di tanti anni fa.
Era per tutti i bambini.
E proprio in questi giorni quella memoria è tornata forte pensando al piccolo Domenico, morto dopo il trapianto di un cuore che avrebbe dovuto salvarlo e che invece si è rivelato difettoso.
Quando succedono cose così, sembra che le parole non bastino.
Rimane solo quel silenzio che mia nonna conosceva bene.
E allora mi torna in mente la sua preghiera, detta in dialetto, con la semplicità di chi sa parlare a Dio come si parla in famiglia.
Forse oggi la direbbe ancora, quasi uguale, aggiungendo solo un nome: «Signur dei poverett… tegn visin a Ti anca el pover Domenico. E vardagh a tutti i fiolitt del mund».
Perché i bambini — diceva sempre — sono innocenti e santi.
E il mondo degli adulti dovrebbe ricordarselo più spesso.