Scuola Calcio
09 Marzo 2026
J CUSANO ESORDIENTI • Marat Baietrau bomber dei 2013 guidati da Attilio Chiodelli
Soprannominato “Maratinho”, ma chiamato fin da piccolo anche «il trattore Marat» dal dirigente Francesco Cannarozzo, Baietrau Marat è cresciuto interamente all’interno della J.Cusano, costruendo passo dopo passo il proprio percorso. Un soprannome che racconta bene l’energia con cui affronta ogni partita e che oggi accompagna la crescita di un attaccante sempre più determinante. «Marat è con noi da quando aveva sei anni. Ha fatto tutta la trafila qui. Anche i suoi due fratelli giocano nella stessa società: il più grande è del 2010, mentre il più piccolo è del 2014». La crescita di Marat è stata graduale e lo ha visto attraversare diversi ruoli prima di trovare la sua dimensione offensiva. «Da piccolo veniva utilizzato come difensore, poi è passato a centrocampo e salendo è stato spostato più avanti. Quest’anno si è messo in mostra con tutte le sue qualità». Secondo Cannarozzo, il salto di qualità è arrivato soprattutto negli ultimi mesi: «È cresciuto molto fisicamente, ha un bel fisico e soprattutto sotto porta è migliorato tanto. Se qualche anno fa era meno determinante, oggi in questa categoria sta diventando davvero importante».
Le ultime prestazioni hanno trasformato Marat in un punto di riferimento per la squadra. «Sta diventando un trascinatore a tutti gli effetti. Non solo per il fisico, ma anche per l’atteggiamento e per il lavoro che fa per i compagni. Ha iniziato a segnare gol pesanti e questo gli ha dato tanta fiducia». Proprio per questo Cannarozzo lo ha premiato come MVP nelle ultime partite: «Sono stato io a sceglierlo perché è stato dominante nei momenti decisivi: nello sbloccare le partite, nel chiuderle e nel trascinare la squadra». Una delle prestazioni più significative è arrivata nella prima gara del campionato. «In quella partita ha fatto praticamente tutto: ha giocato da jolly, ha coperto tre ruoli diversi, persino il difensore. È stato insostituibile e ha segnato gol importanti». Nella gara successiva invece è emersa tutta la sua efficacia offensiva: «Ha fatto davvero la differenza nei momenti chiave».
Con i gol e le prestazioni è arrivata anche una nuova consapevolezza. «Adesso i ragazzi si divertono anche a preparare qualche esultanza, ma a lui viene tutto naturale. Già l’anno scorso lo faceva ogni tanto, ora si sente davvero bene e soprattutto si sente importante per la squadra». Un cambiamento evidente rispetto al passato: «Qualche anno fa era meno freddo sotto porta e per questo veniva spesso arretrato. Oggi invece sembra aver trovato il suo ruolo». Dietro ai progressi di Marat c’è anche il lavoro svolto. «È sempre stato allenato dal mister Chiodelli, che negli ultimi quattro anni ha fatto crescere molto lui e tutta la squadra. Questo gruppo gioca insieme da tanto tempo e in questa stagione sta raccogliendo i frutti di quel lavoro». Una crescita che racconta non solo l’evoluzione di un singolo giocatore, ma anche il valore di un percorso costruito nel tempo. E oggi il “trattore Marat” continua a spingere, con sempre più fiducia e consapevolezza, pronto a lasciare il segno partita dopo partita.