Seconda Categoria
04 Maggio 2022
Simone Fumagalli, la diga del Centro Sportivo Villanova
La rincorsa del Centro Sportivo Villanova verso una salvezza che eviti le forche caudine dei playout è stata rilanciata dal successo su un SASD ormai retrocesso: i ragazzi di Bernareggio, andati in vantaggio con Fichera, hanno rimesso a posto il punteggio dopo il pari locale grazie a Quartieri e alla doppietta personale di Fichera. Tra i protagonisti della sesta vittoria nel torneo c'è il centrocampista Simone Fumagalli, classe 1987 con spiccate doti di copertura.
Le gare che si presentano comode sulla carta nascondono insidie sul piano mentale: avete lavorato su quello?
«Ci siamo convinti a non prendere sottogamba la gara, i tre punti andavano conquistati: grazie all'approccio deciso abbiamo fatto valere superiori motivazioni».
Era una vittoria che aspettavate da 5 turni: vi siete tolti un peso?
«Più che altro occorreva un'iniezione di fiducia sul piano morale: nelle ultime partite spesso il bottino portato a casa è stato striminzito per alcune disattenzioni».
La volata salvezza si decide sulla tenuta nervosa o sulla condizione fisica?
«A questo punto del torneo contano al 60% i nervi e la convinzione che hai maturato: la benzina nel serbatoio è grosso modo equivalente».
Quale rivale ritieni sia più attrezzata?
«Due anni di emergenza sanitaria e un girone con rivali inedite non consentivano pronostici nitidi: diciamo che non mi aspettavo nei bassifondi la Nuova Usmate dei miei ex compagni Colnaghi e Fichera».
Qual è stata la migliore prestazione stagionale del Centro Sportivo Villanova?
«Senza dubbi il 6-0 rifilato alla Cosov. Per la maniera in cui interpreto il ruolo penso che a livello personale siano state positive le prestazioni contro la Triuggese, che nelle due sfide ha segnato solo su rigore. Loro e l'Ausonia si sono contesi la promozione, ma a me è piaciuto il gioco dell'FR Team Paina perché cercano di muovere sempre la palla».
Quali erano gli obiettivi estivi?
«Mantenere la categoria, come abbiamo sempre fatto da quando gioco qui. La squadra è stata rinnovata e ringiovanita, per quello miravamo alla continuità sul piano dei risultati. L'annata fuori dall'ordinario per noi era quella interrotta dall'emergenza sanitaria, eravamo incollati alla coppia al vertice Olimpic Trezzanese-Ausonia».
A proposito, da quanto indossi la maglia rossa?
«Sono 9 anni che gioco nel Centro Sportivo Villanova: sono arrivato a Bernareggio da Carnate, dove un infortunio al crociato mi aveva dirottato ai box, col classico giro di amicizie».
Com'è nato l'amore per il pallone?
«Nonno Natale era milanista sfegatato e io non potevo che appassionarmi, a cominciare dall'oratorio e dal cortile. Dopo la trafila nelle Giovanili ho giocato nella Carnatese pure due anni in Prima Categoria. Il mio idolo era, per come interpretava l'evento agonistico e compensava lacune tecniche sino al punto di rendersi insostituibile, Gattuso: adesso ammiro, sempre dando uno sguardo alla collocazione in campo, Tonali, una promessa che ha margini di crescita inesplorati».
Qual è il tuo punto di forza e dove mister Galizioli ti invita invece a migliorare?
«Nel nostro 4-2-3-1 svolgo la funzione di diga sia in mediana che in difesa: sono portato a pressare l'avversario e col passare degli anni ho fatto leva, non essendo un fulmine di guerra, su attitudine e posizionamento. Dovrei imparare a temporeggiare nelle uscite».
Chi è Simone?
«Un laureato in Chimica che è impiegato in un ufficio di consulenze nel settore microbiologico e che vuole divertirsi ancora qualche anno la domenica dietro un pallone».