Dal bisturi al rientro: come tornare in campo dopo il crociato senza farsi fregare dalla fretta (o dalla paura)
Il rumore dei tacchetti sull’erba, l’odore dello spogliatoio, quella mezz’ora prima della partita in cui tutto sembra possibile. Dopo una lesione del Legamento Crociato Anteriore (LCA) e un intervento di ricostruzione, la vera domanda non è “quando posso tornare?”, ma “sono davvero pronto a tornare come giocavo?”.
Perché qui sta l’inganno più comune nel calcio dilettantistico: confondere la guarigione “clinica” con la prontezza atletica. E, dall’altra parte, confondere la prudenza con il freno a mano tirato.
Le linee guida e la letteratura più solida su Return to Sport/Return to Play (RTP) insistono su un punto: il rientro non è un giorno sul calendario, ma un percorso a criteri, fatto di misurazioni, progressioni e gestione del rischio.
Perché “ho finito la fisioterapia” non significa “sono pronto per la partita”
La fisioterapia tradizionale (soprattutto nella fase iniziale e intermedia) serve a rimettere ordine: dolore e gonfiore sotto controllo, recupero del movimento, forza di base, qualità del cammino e del gesto.
Ma in campo succede altro: cambi di direzione improvvisi, decelerazioni, contrasti, letture rapide. In sostanza, il ginocchio deve reggere stress alti e imprevedibili.
Ecco perché, dopo LCA, molti dilettanti cadono in una delle due trappole:
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Accelerare perché “mi sento bene” (ma i test dicono altro).
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Rientrare con paura: fisicamente potresti esserci, ma mentalmente e neuromuscolarmente no (e la prestazione si “spezza” in mille micro-esitazioni).
La scienza del rientro parla chiaramente: la decisione è multifattoriale e va gestita come un processo di “risk management”, non come un semaforo verde/rosso.
Return to Play: il test che mette i numeri dove oggi hai sensazioni
Una valutazione RTP seria non è “una visita in più”: è una batteria di test che fotografa, con criteri oggettivi, quanto sei simmetrico, quanto controlli il movimento, quanta forza reale hai recuperato e quanto è solido il tuo gesto in condizioni simili al gioco.
Nella pratica, i protocolli più usati nel post-LCA si basano spesso su:
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Test di salto e hop test (simmetria e performance funzionale).
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Valutazioni di forza (isometrica/isocinetica, a seconda della dotazione e del protocollo).
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Analisi del movimento (qualità dell’atterraggio, controllo del ginocchio/anca, strategie di compenso).
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Aspetti clinici “base” ma non negoziabili: assenza di dolore e gonfiore, ROM completo, stabilità.
Il numero che torna spesso: 90%
In molti protocolli si usa una soglia di ≥90% di simmetria tra gamba operata e controlaterale (LSI, Limb Symmetry Index) su hop test e/o parametri di forza come criterio minimo per avanzare. È un riferimento molto diffuso, utile come “guardrail”, anche se la letteratura ricorda che non basta da solo: servono più indicatori, non un singolo numero.

“Ok, ma io quando torno davvero?” La risposta che non piace (perché è quella giusta)
Dopo ricostruzione LCA, il tempo è importante ma non può essere l’unico criterio. Gli studi mostrano grande variabilità nei criteri usati e nei tempi di rientro, con una finestra che spesso si colloca tra 6 e 9+ mesi, ma la differenza vera la fanno i criteri raggiunti e la progressione corretta dei carichi.
Un’altra cosa utile da sapere (senza drammi, ma con lucidità): una quota significativa di atleti torna a fare sport, ma non tutti rientrano al livello precedente. Questo non deve spaventare: deve spingere a fare le cose bene, per aumentare le probabilità di un rientro stabile.
Il punto chiave per il dilettante: “rischio ridotto” batte “rientro veloce”
Hai già pagato il prezzo più alto: l’infortunio, l’intervento, i mesi a guardare gli altri da fuori. La parte finale del percorso è quella che decide se rientri con fiducia oppure con una crepa invisibile che ti accompagna a ogni cambio di direzione.
Un RTP fatto bene serve a rispondere a domande concrete:
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C’è ancora deficit di forza tra le due gambe?
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Il controllo neuromuscolare è tornato affidabile o stai compensando?
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La tua qualità di movimento regge anche quando sei stanco?
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La tua testa è “dentro” al gesto o freni ancora?
Non è paranoia: è metodo.
Se hai subìto un intervento al LCA o sei nella fase di rientro, una valutazione RTP ti permette di trasformare la sensazione (“mi sembra ok”) in una scelta più solida (“sono pronto e so perché”).
Per informazioni e prenotazioni: FisioSport (sezione Contatti del sito) oppure:
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Sedi: Poirino · Torino · Carmagnola · Settimo Torinese · Fossano
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Telefono: Poirino 011 9452067 / 349 8136229 — Torino 011 19827011 / 347 3682727 (altri recapiti sul sito)
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Orari su prenotazione: indicati sede per sede nella pagina Contatti
Nota: questo articolo è informativo e non sostituisce una valutazione clinica personalizzata. In caso di dolore, gonfiore o instabilità, serve sempre un inquadramento professionale.