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Politica sportiva

Sentenza shock e una multa da 4 milioni di euro, il calcio verso una nuova era

Nel merito il commento dell'esperto, un avvocato da sempre contro chi gestisce il calcio in Italia e sembra essere sceso in terra con l'ultima pioggia

FIGC - GABRIELE GRAVINA

Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio

Ci scrive l'avvocato Giulio Destratis, esperto in materia di giustizia sportiva e carte federali, da sempre spina nel fianco dei poteri romani.

Il Consiglio di Stato ha confermato la sanzione di oltre 4 milioni di euro a carico della FIGC per abuso della propria posizione dominante nell’organizzazione dei tornei giovanili. Ma, in pratica, cosa è accaduto? È stato accertato che la FIGC attraverso “una articolata strategia, scientemente pianificata e pervicacemente perseguita…per numerosi anni”...“al fine di aumentare il numero dei propri tesserati e di conseguenza i propri introiti”...“ ha realizzato una serie di condotte volte ad impedire alle altre organizzazioni concorrenti di esercitare la loro attività”.

Spiegato ancora più chiaramente, la FIGC ed il proprio Settore Giovanile e Scolastico (SGS) hanno ostacolato in tutti i modi altri Enti di Promozione Sportiva (Acsi, Uisp, CNS Libertas, Opes) che organizzavano propri tornei. Il metodo? La FIGC si rifiutava di stipulare con gli EPS le convenzioni previste dal Coni e non concedeva loro le pre-autorizzazioni alla disputa dei tornei che, in realtà, per legge non erano necessarie.

Accadeva così che le società affiliate alla FIGC che decidevano di partecipare ai tornei organizzati dagli EPS per far giocare e divertire tutti i propri ragazzi (e non solo i più bravi) subivano esposti e segnalazioni alla Procura Federale. Con l’assurda conseguenza che, in seguito ai procedimenti disciplinari, le società venivano sanzionate con il pagamento di ammende alla FIGC ed i propri dirigenti inibiti (squalificati), per il sol fatto di aver fatto giocare propri piccoli tesserati nei tornei non organizzati dalla FIGC. Questo è ciò che è capitato, ad esempio, ad Antonio Di Gennaro, già Nazionale e Campione d’Italia col Verona, persona stimatissima anche fuori dal campo che ora gestisce una importante realtà sportiva giovanile a Bari. Ebbene il “Dige” nel 2022 è stato sanzionato con due mesi di inibizione e con 450 euro di ammenda perché avrebbe omesso, in qualità di presidente, di verificare se fosse stata richiesta l’autorizzazione federale preventiva, all’organizzazione e realizzazione, di un torneo per la categoria Esordienti. Ma oggi, che è stato acclarato che quell’autorizzazione del SGS non serviva, la Figc restituirà le somme alla società di Di Gennaro ed alle altre che hanno subito lo stesso infausto destino? Nel solo C.U. n.11 del 12 agosto 2022 del CR Puglia risultano essere comminate ammende ex art.126 CGS a carico di altre società affiliate per un totale di 4.050 euro da versare alla Figc per la partecipazione ad un "torneo risultato non autorizzato da parte del Settore Giovanile e Scolastico della Figc".

La portata giuridica della questione richiederebbe l’intervento del Ministro dello Sport Abodi.

O giochi (solo) con noi o “giochi” contro di noi e ti puniamo! Questa l’estrema sintesi della strategia dissuasiva applicata dalla FIGC nei confronti delle società affiliate quale emerge dalla sentenza di appello della giustizia amministrativa. Il quadro che viene fuori dalla lettura delle pronunce (AGCOM e Consiglio di Stato) è allarmante. Alla base della severa sanzione economica irrogata, vi sono le condotte poste in essere da dirigenti federali dal 2015 al 2023. Una domanda è d’obbligo. Anzi due. Il Procuratore Federale Giuseppe Chiné ed il Procuratore Interregionale Paolo Mormando saranno così coerenti da chiedere anche per tali dirigenti federali l’applicazione delle sanzioni per violazione dell’art. 4 del Codice di Giustizia Sportiva? L’art. 4 si applica a tutti o la clava si utilizza ad personam?

Ma chi sono questi dirigenti federali? Il primo è ovviamente il conosciutissimo Gabriele Gravina, dal quale ci si aspetta che dopo “Il Miracolo del Castel di Sangro” compia anche il “Miracolo della Nazionale” e riesca così a portarci finalmente ai Mondiali e, magari, a farci fare una bella figura in America. In caso contrario, un suo passo indietro sarebbe doveroso. Nel frattempo, dopo la pronuncia del Consiglio di Stato, sarebbe interessante conoscere il Gravina-pensiero sull’operato di chi dal 2014 (per sua stessa nomina dal 2017) è a capo del Settore Giovanile e Scolastico, ovvero il comparto della FIGC che “promuove, organizza, disciplina e sviluppa” l’attività sportiva e formativa dei giovani calciatori dai 5 ai 17 anni su tutto il territorio nazionale e che ha il compito di impartire le direttive alla Lega Nazionale Dilettanti ed ai suoi Comitati Regionali per l'organizzazione dei campionati e delle altre manifestazioni a livello locale, provinciale e regionale.

Con esattezza dal dicembre del 2014, tuttora in carica, il sig. Vito Roberto Tisci è il Presidente del SGS. Il più longevo della storia del SGS. Nel frattempo sono cambiati Presidenti Federali, Presidenti del Consiglio e Papi. Lui invece è sempre lì, sicuramente perché è ritenuto meritevole dal Consiglio Federale e svolge bene i compiti per cui è nominato. Nulla quaestio.

Eppure, tenuto conto della durata dell’infrazione emersa dalle pronunce, insieme a Gravina ha operato nel “sistema” punito dall’autorità. Le sentenze in commento dicono che Tisci è colui che ha firmato tutti i Comunicati Ufficiali del SGS (dal 2015 al 2023) giudicati contrari alla legislazione vigente dal Consiglio di Stato, attraverso i quali in quel periodo si è sostanzialmente impedita e/o ostacolata la partecipazione delle società FIGC ad altri tornei diversi dai quelli Federali.

Dal 2004 Tisci è contemporaneamente Presidente del Comitato Regionale LND Puglia. Tisci, in tale qualità, in passato ha chiesto al Settore Giovanile e Scolastico FIGC l'autorizzazione a cambiare il format dei campionati giovanili pugliesi e l’ha ottenuta rapidamente. In sostanza, il presidente della Lnd Puglia ha chiesto al presidente del SGS, cioè a sé stesso! (C.U. n.99-19/20sgs). Sarebbe perlomeno ipotizzabile l'inopportunità di un simile cumulo di cariche? Tisci ha ricoperto e ricopre altri numerosi incarichi a livello sportivo. Tutto legittimo da un punto di vista regolamentare. Da ultimo è stato pure eletto Consigliere Nazionale della “Unione Veterani Dello Sport”. Per quanto non indispensabile nè richiesto dalla normativa di settore, in rete non è reperibile alcuna sua foto in tuta e scarpe da ginnastica e dal suo CV pubblicato sui siti istituzionali non risulta una laurea, né un passato da calciatore o allenatore. Risulta essere iscritto all’albo dei direttori sportivi dal 1996, ma non si ha traccia di alcuna esperienza con questa mansione in società di calcio. Forse perché nel 1982 (a 22 anni) era già funzionario CONI in servizio presso il Comitato Regionale FIGC e dal 1985 era segretario del Comitato Regionale LND Puglia.

Questi sono i manager del calcio italiano e quello descritto sopra è il loro modo di operare.

In questi anni si sono mai posti la domanda sul perché tante società sportive rivolgono il proprio sguardo verso gli EPS e non verso la FIGC? Forse perché tutti i costi, compresi quelli di tesseramento, sono minori? Si sono chiesti perché le società affiliate alla FIGC sentono il bisogno di partecipare ai tornei organizzati dagli EPS? Forse perché sono organizzati meglio? E perché tantissimi giovani stanno emigrando verso altri sport? Forse perché si sono stancati di un calcio ingiusto governato dai soliti noti? Si sono mai chiesti come mai dai vivai dell’Italia non si riesce a tirar fuori un “campione” da oltre 10 anni? Forse perché chi presiede il SGS dal 2014 non ha mai giocato a calcio indossando una scarpa a sei tacchetti chiodata su un campo fangoso? Forse. Forse. Forse.

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