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Rischi online

"Per favore vota per la figlia dei miei amici": difenditi dal nuovo inganno online che fa leva sui sentimenti

La truffa della ballerina su WhatsApp: come lo smishing ruba account, i segnali per riconoscerla e le azioni pratiche per difendersi

"Per favore vota per la figlia dei miei amici": difenditi dal nuovo inganno online che fa leva sui sentimenti

Negli ultimi mesi si sta diffondendo con sempre maggiore frequenza una truffa online tanto semplice quanto pericolosa, nota come “truffa della ballerina”. Colpisce gli utenti di WhatsApp, una delle applicazioni di messaggistica più usate in assoluto, sfruttando fiducia, buone intenzioni e un messaggio che sembra del tutto innocuo. L’obiettivo dei truffatori è chiaro: rubare l’account WhatsApp della vittima e usarlo per ingannare altre persone, spesso amici e familiari, arrivando perfino a chiedere denaro.


Come funziona la truffa della ballerina

Il meccanismo è ormai rodato. L’utente riceve un messaggio che sembra provenire da un contatto già presente in rubrica: un’amica, un parente, un conoscente. Nel testo si chiede di votare una bambina o una ragazza – spesso chiamata “Federica” – che partecipa a un concorso di danza con in palio una borsa di studio. Il messaggio è rassicurante: “non serve pagare, basta un voto”, ed è accompagnato da una foto di una giovane ballerina, dettaglio che aumenta la credibilità. Il problema è il link. Cliccandolo si viene rimandati a una pagina che imita un sito ufficiale, dove viene richiesto di inserire il proprio numero di telefono o un codice ricevuto via SMS. In quel momento scatta la trappola. Sembra una cosa seria, strutturata. Può trarre in inganno anche chi maneggia internet con padronanza.

Come spiegato anche in approfondimenti di Geopop, si tratta di un classico caso di smishing: una truffa che sfrutta i servizi di messaggistica per indurre le vittime a fornire dati sensibili. Inserendo quel codice, i truffatori ottengono il controllo completo dell’account WhatsApp.


Cosa succede dopo il furto dell’account

Una volta sottratto l’account, la vittima perde l’accesso al proprio profilo e spesso non riesce più ad avvisare i contatti. I criminali iniziano quindi a:

  • inoltrare lo stesso messaggio della “ballerina” a tutta la rubrica, diffondendo la truffa;

  • contattare amici e familiari fingendo emergenze, difficoltà economiche o richieste urgenti di denaro.

Poiché i messaggi arrivano da un numero conosciuto, molte persone abbassano la guardia e cadono a loro volta nell’inganno.


Perché è così credibile (e pericolosa)

La truffa della ballerina colpisce anche utenti esperti perché:

  • il messaggio non arriva da un numero sconosciuto, ma da un contatto fidato;

  • la richiesta sembra altruistica e innocua;

  • non viene chiesto denaro in prima battuta;

  • la grafica del sito falso appare realistica.

È proprio la fiducia nei propri contatti l’arma principale dei truffatori.


Come difendersi: consigli pratici

Per proteggere il proprio account e aiutare a fermare la diffusione di questa truffa, è fondamentale seguire alcune regole di base:

  • Non cliccare su link ricevuti via WhatsApp che chiedono voti, verifiche o accessi a siti sconosciuti, anche se provengono da contatti noti.

  • Non inserire mai codici ricevuti via SMS su pagine esterne: nessun concorso o servizio legittimo lo richiede.

  • In caso di dubbio, telefonare al contatto che ha inviato il messaggio per verificare.

  • Attivare la verifica in due passaggi (PIN WhatsApp) e controllare regolarmente la sezione “Dispositivi collegati”.

  • ⚠️ Se WhatsApp si disconnette improvvisamente o segnala un nuovo accesso, non confermare e avviare subito il recupero dell’account.

  • Avvisare immediatamente amici e familiari se si sospetta una compromissione.

È inoltre importante segnalare l’accaduto alle autorità competenti, come la Polizia Postale, attraverso i canali ufficiali o il Commissariato di PS Online.


Un piccolo gesto può fare la differenza

La truffa della ballerina dimostra quanto, oggi, la sicurezza digitale passi anche da attenzione, spirito critico e informazione. Un semplice clic, fatto in buona fede, può avere conseguenze serie non solo per noi, ma per tutte le persone che ci stanno intorno. Parlarne, condividere informazioni corrette e mantenere alta l’attenzione è il primo passo per difendersi e difendere gli altri.

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