Il personaggio
28 Marzo 2026
Ronaldinho e Manuel Attici insieme sul set di U-Power
Manda un video per un casting, poi si ritrova in campo con Ronaldinho. Per Manuel Attici è successo davvero: da un semplice provino per una pubblicità U-Power a condividere il set – e il pallone – con uno dei suoi idoli di sempre. Un’esperienza incredibile, nata quasi per gioco e diventata in pochi giorni qualcosa di indimenticabile.
Non capita tutti i giorni di passare dal campo di allenamento del Leganés a un set cinematografico internazionale, specialmente se il tuo compagno di squadra per un giorno è una leggenda vivente come Ronaldinho. Per Manuel Attici, tutto è iniziato con la notizia di un casting per la nuova pubblicità di U-Power. Senza esitazione, il giovane calciatore ha deciso di mettersi in gioco, inviando un video di presentazione in cui non si è limitato a raccontare chi fosse e dove giocasse, ma ha mostrato il suo talento palla al piede con palleggi, dribbling e finte riprese direttamente in mezzo alla strada.
Dopo pochi giorni di trepidante attesa, è arrivata la chiamata del team U-Power: Manuel era stato selezionato. «Ero al settimo cielo», racconta con un'emozione ancora vivida. Il primo pensiero è andato alla famiglia, che ha condiviso immediatamente la sua gioia, e poi alla società del Leganés, che ha supportato con entusiasmo questa opportunità unica, permettendogli di staccare per una settimana e vivere un'esperienza indimenticabile.
I primi giorni in Italia sono stati un vortice di emozioni e professionalità. Il debutto di Manuel in questo nuovo mondo è avvenuto presso la casa di produzione, dove è stato seguito per la scelta dei costumi e il "fitting" necessario per le riprese. La sveglia, nei due giorni successivi a Varese, è suonata presto: appuntamento in piazza alle 7:30 per sessioni di lavoro intense che si protraevano fino a sera. Per Manuel si trattava della prima volta su un set pubblicitario, un universo fatto di macchinari complessi, accessori, videomaker e telecamere di altissimo livello.
«C'è un lavoro dietro incredibile, che non mi aspettavo minimamente», ammette il ragazzo, affascinato dalla macchina organizzativa che sta dietro a pochi secondi di spot. Ma il momento che ha letteralmente fermato il suo cuore è stato l’arrivo di un van nero, dal quale è sceso lui: Ronaldinho. Vedere dal vivo l'idolo d'infanzia, colui che ha rivoluzionato il modo di intendere il calcio e di cui Manuel conserva ancora gelosamente una maglia di quando aveva solo due anni, ha trasformato il set in un luogo magico dove i sogni di un bambino diventano la realtà di un giovane uomo.
Per Manuel, trovarsi davanti a Ronaldinho non è stato solo un incontro con una celebrità, ma la chiusura di un cerchio iniziato anni fa davanti a uno schermo. Il giovane calciatore ha confessato di aver passato ore a guardare e riguardare i video tutorial su YouTube, cercando di replicare ogni singola giocata del fuoriclasse brasiliano.«Ho imparato a fare tantissime giocate proprio guardando i suoi video», racconta Manuel, che per anni ha provato a imitare quel modo unico di toccare il pallone.
Nonostante la caratura globale del personaggio, ciò che ha colpito maggiormente Manuel è stata l'incredibile umiltà di Ronaldinho e di suo fratello. Il brasiliano, infatti, non si è limitato a recitare la sua parte, ma ha trasformato i tempi morti in momenti di puro calcio, mostrando a Manuel e agli altri ragazzi i segreti dietro i suoi colpi più celebri. Il set si è trasformato anche in un campo da gioco improvvisato dove Manuel ha potuto scambiare passaggi, palleggi e osservare da vicino le celebri finte del brasiliano. «Ci ha mostrato modi di alzare il pallone e giocate che faceva al Barcellona o al Milan», racconta Manuel, ancora incredulo per aver lavorato fianco a fianco con il suo idolo in scene dinamiche che li hanno visti correre insieme tra i vicoli e sfidarsi in dribbling.
Oltre alla tecnica sfoggiata con una naturalezza disarmante, si è passati alle iconiche finte che hanno fatto la storia. Vedere dal vivo quei movimenti, studiati per anni pixel dopo pixel, ha permesso a Manuel di cogliere dettagli invisibili in un video: il ritmo del corpo, l'uso dello sguardo per ingannare l'avversario e quella gioia contagiosa che rende ogni dribbling un'opera d'arte. È stata, a tutti gli effetti, l'esperienza di un ragazzo che vede il proprio libro di testo prendere vita e iniziare a giocare con lui.
Questi due giorni non sono stati solo lavoro, ma una lezione di vita e di sport: Ronaldinho si è confermato un esempio di gioia e disponibilità e Manuel conclude questa avventura con un ringraziamento profondo a U-Power e al Leganés, portando con sé la consapevolezza che, a volte, la vita sa essere meravigliosamente imprevedibile.
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