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02 Gennaio 2026
Fábio Deivson Lopes Maciel
C’è un particolare che tradisce l’età di Fábio solo quando esce dal campo: la placida ritualità con cui sistema i guanti, saluta i compagni, sorride ai ragazzini dietro le panchine. Dentro i novanta minuti, invece, quel numero — 45 — scompare. Restano la postura da “numero uno” antico, le letture pulite, il tempo di reazione che non mente, la scelta di posizione che fa sembrare semplici parate difficili. E ora c’è anche un’altra cifra a spazzare via ogni pregiudizio: il nuovo vincolo con il Fluminense fino a dicembre 2027, quando, se vorrà e il fisico terrà, potrà presentarsi in porta a 47 anni. L’annuncio è ufficiale del club di Laranjeiras e chiude, almeno per oggi, una discussione che negli ultimi mesi si era spostata dal “quando smetterà?” al più concreto “come fa a continuare così?”.
La firma è arrivata all’inizio del 2026 e, nelle parole del club, suggella “una stagione di record e grandi prestazioni” del suo capitano silenzioso. Il Fluminense ha comunicato che il portiere — entrato nello spogliatoio tricolor nel 2022, a 41 anni — proseguirà il proprio percorso fino a dicembre 2027. Nello stesso comunicato, il club ricorda il contributo sostanziale del veterano nelle conquiste degli ultimi anni: la Copa Libertadores 2023, la Recopa Sudamericana 2024 e i due Campionati Carioca 2022 e 2023. Non è un rinnovo celebrativo: è un investimento tecnico in un giocatore che continua a spostare gli equilibri e a dettare standard di professionalità. Per la dirigenza, per lo staff e per un gruppo che ha visto crescere la propria autostima sulle parate del suo numero uno, trattenere Fábio significa mettere un punto fermo in un calcio sempre più fluido. Il club lo ha definito “giocatore con più partite nella storia del calcio” e ha rivendicato la sua leadership dentro e fuori dal campo.
Qui sta il cuore statistico della vicenda. Il rinnovo ha riacceso una questione che, per i puristi dei numeri, è più di una curiosità: quante sono, esattamente, le partite ufficiali giocate da Fábio? L’articolo di L’Équipe che ha dato eco internazionale alla notizia del prolungamento riporta due cifre diverse nel medesimo pezzo: 1.471 in apertura e 1.417 nel corpo del testo — una discrepanza che fotografa bene il tema dei criteri di conteggio, non sempre uniformi tra Paesi, competizioni e istituti di statistica.
Per orientarsi conviene partire da un dato considerato solido: nell’agosto 2025, il portiere del Fluminense ha superato l’inglese Peter Shilton diventando il calciatore con più presenze ufficiali nella storia del calcio. Diverse testate internazionali — tra cui Reuters, Le Monde e Al Jazeera — hanno documentato il sorpasso nel match di Copa Sudamericana contro l’América de Cali: quella sera, la conta “riconosciuta” si è fermata su 1.391 presenze. Da lì in avanti, il totale è cresciuto e continuerà a farlo, ma non tutti sommano gli stessi tornei con gli stessi pesi. È questa la ragione per cui, a inizio 2026, si leggono cifre differenti. In una parola: i numeri sono “vivi” e dipendono dai criteri.
È utile aggiungere che, nel luglio 2025, la IFFHS (l’Istituto internazionale di storia e statistica del calcio) ha evidenziato un altro traguardo: Fábio primo giocatore a toccare quota 1.000 gare nei campionati di prima divisione (somma di Serie A brasiliana e campionati statali di massima serie, Carioca e Mineiro). Questo dato non coincide con il numero totale di partite in carriera, ma ne sottolinea la portata storica.
In sintesi prudente: oggi possiamo affermare che Fábio ha superato la soglia delle 1.390 presenze ufficiali, che detiene il primato storico e che i totali più alti (come 1.417 o 1.471) dipendono da conteggi allargati, non necessariamente uniformi tra tutte le fonti.
Dal Maracanã di una finale eterna alla routine del Brasileirão, il portiere ha riempito le annate tricolor di sostanza. Le tappe chiave:
Il rinnovo non è un premio alla carriera: è il riconoscimento che, in un sistema di gioco che valorizza il portiere nella costruzione e pretende decisioni chiare nell’area piccola, Fábio garantisce ancora una soglia minima di rendimento alta, oltre a qualità “intangibili” come comunicazione, gestione emotiva, leadership.
C’è un luogo comune da evitare: che la longevità sia un miracolo inspiegabile. Nel caso di Fábio, la continuità si spiega con:
I numeri non raccontano tutto, ma aiutano: tra Cruzeiro e Fluminense, il portiere ha attraversato stagioni intere senza saltare un minuto in Brasileirão; ha sommato centinaia di “clean sheet” (le fonti più autorevoli indicano oltre 500 gare senza subire gol, primato che lo metterebbe davanti a monumenti come Gianluigi Buffon, sempre con le cautele dovute ai criteri di conteggio). Nel 2025 ha giocato l’integralità delle partite di campionato; il rendimento nelle coppe sudamericane resta un riferimento di affidabilità.
Nato nel 1980, cresciuto calcisticamente tra União Bandeirante e Vasco, esploso nel Cruzeiro dove ha vissuto 17 stagioni da titolare, Fábio è stato — ed è — una presenza costante del calcio brasiliano del nuovo millennio. Lì ha messo insieme 976 partite, diventando il giocatore più presente della storia della Raposa e collezionando trofei nazionali: due Brasileirões (2013 e 2014), tre Copas do Brasil (2000, 2017, 2018), una serie impressionante di titoli statali. Nel 2022 la svolta emotiva e professionale: l’addio al Cruzeiro e l’arrivo al Fluminense, dove il cerchio della carriera si è allargato verso trofei internazionali e riconoscimenti individuali.
Un dettaglio spesso dimenticato: da ragazzo è stato titolarissimo del Brasile Under 17 campione del mondo nel 1997 in Egitto. Un titolo di base che anticipava la solidità del professionista, anche se la Nazionale maggiore non gli ha mai concesso l’esordio ufficiale. Non è un paradosso isolato in un Paese storicamente ricco di portieri: è la fotografia di una concorrenza feroce e di scelte tecniche che, talvolta, non incrociano carriere meritevoli.
Perché sul totale delle presenze di Fábio emergono cifre diverse? Le ragioni principali:
Quando si parla di “record assoluto di presenze”, molte testate e istituti si affidano a un perimetro condiviso: competizioni ufficiali di club e di nazionali (A e, in alcune ricostruzioni, selezioni giovanili). In questa cornice, il sorpasso su Shilton nel 2025 è ampiamente documentato. Le cifre superiori — 1.417, 1.471 — appaiono legate a conteggi più ampi e, per questo, oscillanti. La formula corretta oggi è: record stabilito oltre quota 1.390, con totale esatto variabile a seconda dei criteri.
Sul piano tecnico, la presenza di Fábio consente al Fluminense di:
Sul piano simbolico, il club ha compreso che la sua figura rappresenta un asset reputazionale: un professionista che ha attraversato epoche diverse del calcio brasiliano, oggi volto globale del Tricolor. In un momento in cui i club sudamericani cercano di accorciare la distanza con l’Europa su organizzazione e brand, poter raccontare il “portiere più presente di sempre” con la maglia verde-rosso-bianca ha un valore che esce dallo stadio.
Gli obiettivi sono chiari e scanditi da calendario e ambizione. Il Fluminense dovrà gestire il turn-over tra campionato, coppe nazionali e impegni continentali, proteggendo il minutaggio di Fábio ma anche preparandosi al futuro. Il portiere — per quanto straordinario — non è fuori dal tempo: la sostenibilità del carico passerà dalla qualità del lavoro settimanale e dalla profondità della rosa nel ruolo.
Sul piano dei traguardi personali, ogni gara aggiungerà unità al record. Ma il fascino del finale di carriera non sta nel numero, bensì nel come: per un portiere, la “vecchiaia calcistica” è sinonimo di intelligenza situazionale. Fábio sta producendo, con notevole coerenza, parate da specialista e interventi da “regista dell’area”, anticipo sul primo palo, gestione delle seconde palle, comunicazione sulla linea. È questo a legittimare il rinnovo: non la nostalgia, non la retorica, ma la partita di sabato prossimo.
C’è un’ultima tacca che racconta la grandezza quotidiana del personaggio: 1.000 gare nei campionati di prima divisione (somma di Serie A e massime leghe statali), certificata nel 2025 da IFFHS. Un primato “di bottega” che vale quasi più del totale: significa che nelle “partite che contano per la classifica” Fábio è stato presente in campo mille volte. È la prova che non si tratta di accumulo, ma di persistenza competitiva.
A 45 anni, con un contratto fresco di firma fino a dicembre 2027, Fábio continua a vivere il mestiere con la serenità di chi non deve dimostrare nulla e la tensione buona di chi vuole ancora vincere. Il record — qualunque sia la cifra con cui lo fotografate oggi — è una conseguenza. La causa è più semplice e più rara: il talento, educato ogni mattina come se fosse il primo allenamento da professionista. In un calcio che divora le mode, vedere un portiere che smentisce le anagrafiche ha un effetto tonificante. Il Fluminense se n’è accorto: la storia continua, partita dopo partita.