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Riyadh, 27 dicembre 2025, il giorno in cui il tempo e un guardalinee elettronico si misero d'accordo per fermare CR7

Storia di come Cristiano Ronaldo, l'uomo che aveva trasformato la tripletta in una tassa annuale, si è visto annullare il destino dal VAR, chiudendo un cerchio lungo quindici anni e quaranta gol

Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo

Il minuto 66 e la linea invisibile che separa la storia dalla cronaca
C’è un momento preciso in cui capisci che il calcio non è solo sudore e statistica, ma è una sceneggiatura scritta da qualcuno che ama i colpi di scena crudeli.
Riyadh, 27 dicembre 2025. Al Nassr contro Al Okhdood.
Siamo al minuto 66.
Cristiano Ronaldo, che ha già segnato due volte, spinge in rete il pallone del 3-0. Lo stadio si alza. Le mani sono già pronte a fare quel gesto, quel Siuuu che è diventato il marchio di fabbrica di un impero.
Sarebbe la tripletta. Sarebbe la firma che mette il timbro anche sul 2025, come succede ininterrottamente dal 2010.
Invece no.
L’arbitro si ferma. Mano all’auricolare. Il VAR traccia una linea invisibile sul monitor. Fuorigioco.
Gol annullato.
L’istantanea è brutale e magnifica: il campione che si sente ancora il padrone dell’area e la tecnologia che, fredda come un notaio, gli dice di no. Quella decisione, apparentemente secondaria in una partita vinta 3-0, chiude il 2025 di Ronaldo a zero triplette. Un fatto che non accadeva dal 2009.
È la fine di un’epoca? O è solo un’altra forma di grandezza?

Mallorca 2010: il Big Bang
Per capire cosa abbiamo appena perso, dobbiamo riavvolgere il nastro.
5 maggio 2010. Mallorca. Le Baleari sono belle in primavera, ma il Real Madrid di Manuel Pellegrini non è lì per fare turismo. È lì per inseguire il Barcellona di Guardiola.
Cristiano Ronaldo indossa la camiseta blanca da meno di un anno. Quel giorno segna tre volte.
È il Big Bang.
Da quel pomeriggio, per quindici anni consecutivi, Ronaldo timbrerà il cartellino della "tripletta annuale". Diventa una tassa che le difese di mezzo mondo devono pagare. Liga, Champions, Serie A, Mondiale, Saudi Pro League. Non importa il contesto, importa la tassa.
Quindici anni. Una vita. E poi, il 2025.

Riyadh 2025: quaranta gol e un po' di sfortuna
Il paradosso, che farebbe sorridere uno scrittore sudamericano, è che l’anno "senza triplette" non è un anno vuoto.
Ronaldo chiude il 2025 con oltre 40 gol. Quaranta.
A quasi 41 anni (li compirà a febbraio 2026), segna più di gente che potrebbe essere suo figlio.
Ma la "tripla firma" non arriva. Arrivano doppiette — la stampa ne conta nove — e arriva quell’episodio del 27 dicembre.
L’ultima volta che si è portato il pallone a casa era il 4 maggio 2024. Al Nassr–Al Wehda 6-0. Una mattanza sportiva. Quel giorno sembrava tutto facile, tutto eterno.

Il gol di schiena e l'arte di esserci
C’è un’altra istantanea che spiega questo strano 2025.
30 dicembre. Ultima partita dell’anno. Al Ettifaq–Al Nassr.
Finisce 2-2. Ma il gol del momentaneo vantaggio di Ronaldo è letteratura pura.
João Félix calcia, la palla sbatte sulla schiena di Cristiano e finisce dentro.
Lui sorride. Un sorriso che sa di mestiere, di fortuna, di chi ha capito che alla fine l'importante è che la palla entri.
Non è un gol bello. Non è un gol da copertina. Ma è un gol "di presenza". Ti dice che lui è lì, dove succedono le cose. Anche quando le cose succedono per caso.

Il contesto: Félix, Mané e la democrazia del gol
Ma perché le triplette sono finite?
Forse perché l’Al Nassr di oggi non è più il "Ronaldo e altri dieci". È una squadra vera.
Jorge Jesus ha costruito una macchina che funziona. C’è Sadio Mané. C’è Otávio. C’è Brozović che cuce il gioco. E c’è João Félix, che non è venuto a fare il portaborracce.
I gol si distribuiscono. Il peso dell’attacco è condiviso.
Ronaldo non deve più fare tutto da solo. Non deve più "spaccare" la partita ogni volta. Può permettersi di gestirsi, di essere letale nei momenti chiave, di lasciare che anche gli altri partecipino alla festa.
È un equilibrio virtuoso che preserva il fisico del campione, ma che toglie un po’ di quella "necessità" drammatica della tripletta salvifica.

Longevità: trasformare lo zero in carburante
Nel calcio dei numeri, quello zero alla voce "triplette 2025" sembra una macchia.
Ma se lo guardi bene, in controluce, è un indizio di longevità mostruosa.
Restare nell’élite mondiale senza dover fare tre gol a partita significa sapersi reinventare.
Significa passare dal Ronaldo verticale e devastante del 2010, quello che arava la fascia, al Ronaldo sapiente e posizionale del 2025, quello che domina l’area e le seconde palle.
Non c’è contraddizione. C’è evoluzione.
E poi c’è la testa.
Avete visto la faccia di Ronaldo dopo il gol annullato il 27 dicembre?
Non era la faccia di uno sazio. Era la faccia di uno che voleva spaccare il monitor del VAR. Quella fame intatta è la garanzia che il 2026 non sarà una passeggiata per i difensori avversari.

L'ultima soglia
Il 2025 di Cristiano Ronaldo non è un tramonto. È una soglia.
Quella tra il supereroe che ha abituato il mondo all'impossibile quotidiano e il saggio guerriero che continua a determinare anche quando non si porta il pallone a casa.
La storia dice che l’ultima tripletta è del 4 maggio 2024.
La cronaca dice che il 27 dicembre 2025 bastavano tre centimetri per cambiare il titolo di questo articolo.
La verità è che a Ronaldo, oggi, non serve più dimostrare di essere un alieno. Gli basta dimostrare di essere ancora, dannatamente, decisivo.

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