Cerca

Ai tempi dei Social

Ranucci-Orcel a Porta a Porta: la finta pagina di Repubblica

La truffa corre sul web e Meta naturalmente fa finta di niente, così le multinazionali americane si riempiono le tasche nel nome della libertà

Ranucci-Orcel a Porta a Porta: la finta pagina di Repubblica

Sigfrido Ranucci, conduttore di Report

Una sfida in prima serata tra Sigfrido Ranucci e Andrea Orcel a Porta a Porta? Macché: è tutto falso, un rigore a porta vuota per i truffatori del web. Nelle ultime 24 ore, come segnalano diverse testate specializzate, è rimbalzato sui social un raggiro ben congegnato: post sponsorizzati condotti a tutta velocità verso una finta pagina di Repubblica, con tanto di fotografie ricreate con l’intelligenza artificiale e titoli acchiappaclic. Obiettivo? Spingere gli utenti a iscriversi a una piattaforma d’investimento fraudolenta, con un contropiede finale: il redirect su Amazon, per confondere le acque e aggirare sospetti.

Il copione è scritto al millimetro. Si parte da Facebook e Instagram, dove circola una campagna di inserzioni a pagamento che  denuncia il report, Meta non intercetta. Il link porta a una pagina che imita Repubblica, dove si racconta una concitata e totalmente inventata intervista a Porta a Porta: il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, “metterebbe alle strette” l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, costringendolo a svelare il classico “segreto finanziario” che le banche vorrebbero censurare. Tutto architettato per spingere il lettore a registrarsi su un sito d’investimenti probabilmente non autorizzato. Il cuore dell’azione si consuma su un indirizzo internet che punta sul colpo di teatro: corierenazionale.net, “con una sola r”. Un errore ortografico studiato per intercettare il lettore distratto e rubare fiducia al volo. Il dominio, riferisce l’analisi, risulta registrato negli Stati Uniti: un dettaglio che complica eventuali rimozioni e rende la partita legale più ostica.



L’impianto scenico è quello delle fake news di ultima generazione: fotografie ricreate con l’Ia, virgolettati artefatti, ricostruzioni drammatiche. Nel copione farlocco spunta persino il riferimento a presunti interventi della Banca d’Italia per “oscurare” la trasmissione. Un tiro a effetto, costruito per dare sapore d’ufficialità a una bufala che di ufficiale non ha nulla. Gli ideatori replicano un modulo ormai collaudato: il cosiddetto “Celebrity Endowment”, una truffa che utilizza l’immagine di personaggi pubblici stimati per abbassare le difese del pubblico e simulare un avallo istituzionale inesistente. In questa partita, i nomi di Sigfrido Ranucci e Andrea Orcel vengono sfruttati come fossero bomber di razza: la loro reputazione diventa l’esca, il marchio UniCredit la scenografia.

Due figure di primo piano, Ranucci e Orcel, finiscono coinvolte loro malgrado in una messinscena che promette un inevitabile strascico di denunce. L’impatto reputazionale è il primo calcio in faccia; ma in gioco c’è anche la tutela dei risparmiatori, trascinati verso piattaforme opache con una regia che ricalca casi già visti in ambito politico e internazionale. La domanda s’impone: perché i filtri non fischiano? Secondo quanto documentato, le inserzioni superano senza problemi i controlli delle grandi piattaforme e continuano a correre in fascia, nonostante la palese falsità dei contenuti e dei domini di riferimento. Un buco nella rete che trasforma ogni utente in potenziale bersaglio.



Come difendersi? Controllare il dominio: diffidare di link con errori o varianti sospette (“corierenazionale.net” con una sola “r”). - Verificare la fonte: aprire i siti ufficiali (Repubblica, Rai, UniCredit) senza passare dai social. - Occhio ai “segreti finanziari”: sono spesso l’amo dei raggiri. - Segnalare gli annunci: usare gli strumenti di Facebook e Instagram per bloccare e denunciare.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter