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09 Febbraio 2026
Marco Fazzi
Ci sono stadi in cui il vento non è solo un fenomeno meteorologico, ma un compagno di squadra. Porta l’odore del mare fin dentro l’area piccola, sa di sale e di ferro, di ruggine e di sogni. E ci sono curve in cui il rumore non sale verso il cielo, ma spinge verso il campo, come una marea che non vuole ritirarsi. In quel calcio lì — quello delle trasferte infinite, dei campi che cambiano faccia ogni domenica, dei centravanti che si guadagnano il pane con un controllo orientato e una spallata — Marco Fazzi non è stato un semplice passaggio. È stato un’abitudine.
Una di quelle certezze che, quando mancano, lasciano un vuoto che si sente subito nel respiro della città.
Savona: Il primo segno nella storia
Marco Fazzi nasce a Genova nel 1941, figlio di una terra di marinai e di gente che sa cos'è il silenzio. Ma è poco più in là, a Savona, che inizia a scrivere il suo destino. Entra in un pezzo di storia biancoblù nel 1965-66, l'anno della promozione in Serie B.
Il calcio di allora era una faccenda di uomini solidi, e Fazzi era il più solido di tutti. A Reggio Emilia, nella prima giornata del campionato cadetto, è lui a firmare il primo, storico gol del Savona in Serie B. Finisce 1-1, ma quel timbro rimane inciso nel marmo. In Liguria lascia 114 presenze e 41 reti: numeri che non hanno bisogno di aggettivi per diventare memoria, ma che sono solo il prologo di un romanzo molto più lungo.
Caserta: Dove il bomber diventa bandiera
Poi arriva la svolta. Il treno che scende verso Sud e si ferma a Caserta. È lì che Marco Fazzi smette di essere un calciatore per diventare un "santo laico". La Casertana non è solo una squadra, è una missione. Fazzi la sposa per nove campionati, diventando il punto di riferimento in un’epoca in cui le maglie non si cambiavano a ogni sessione di mercato.
A Caserta, Fazzi costruisce un monumento fatto di polvere e sudore. Segna 102 gol, una cifra che in rossoblù vale più di un titolo mondiale. Quel numero lo fissa per sempre come il miglior marcatore della storia del club. Non è solo una statistica; è un’anagrafe del cuore. Per nove anni, ogni volta che la palla gonfiava la rete, Caserta riconosceva la firma del suo re.
Una geografia di treni e spogliatoi
Tra una fedeltà e l’altra, la carriera di Fazzi è lo specchio di un calcio che ti chiedeva di viaggiare senza chiedere scusa. Ci sono le stagioni con la Reggina in Serie B, e perfino quella parentesi quasi irreale con la maglia del Milan per due gare di Coppa delle Alpi: un lampo di gloria metropolitana prima di tornare nella sua dimensione più vera.
C’è l’Imperia, la Juve Stabia, l’Internapoli. Non è un girovagare senza meta; è la geografia necessaria di chi ha scelto il contatto fisico con la gente più che la distanza asettica della fama televisiva. Fazzi ha segnato dove il calcio pesava davvero, dove i tifosi ti giudicano per come lotti su ogni pallone perso, non per quanti autografi firmi.
I numeri della trincea
Se guardi la scheda di Marco Fazzi, leggi una vita passata in trincea: 79 presenze in Serie B, ma soprattutto 306 battaglie in Serie C condite da 107 gol, e quasi 100 presenze in Serie D. Non è un elenco di partite; è il diario di un uomo che ha scelto di stare dove il calcio è ancora un rito collettivo.
In Serie C, Fazzi era il terrore dei difensori: un centravanti che non ti prometteva la giocata da copertina, ma che ti lasciava sempre qualcosa. Un gol decisivo allo scadere, una sponda che faceva respirare la squadra, una stagione intera tenuta in piedi sulle sue spalle larghe.
L’ultimo saluto all’ombra della Reggia
La storia di Marco Fazzi si chiude a Caserta il 25 settembre 2017. Era partito da Genova, dal mare ligure, ma aveva deciso di restare in Campania. Quando un uomo decide di morire lontano da dove è nato, ma esattamente dove è stato amato, vuol dire che il cerchio si è chiuso perfettamente. Non era più "il genovese"; era diventato un pezzo di Caserta, una pietra dello stadio, una voce della curva.
Di Marco Fazzi resta l’essenza del bomber di provincia: quello che non ha mai cercato i riflettori, ma che ha illuminato le domeniche di migliaia di persone. Resta un record di 102 gol che nessuno sembra poter scalfire e il ricordo di un uomo che, tra il sale della sua Liguria e il ferro delle difese del Sud, ha trovato l'unica cosa che conta davvero nel calcio: l’immortalità popolare.
MARCO FAZZI (1941 - 2017)
102 Gol Rossoblù | Il Re di Caserta | Il Bomber dei Due Mari