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Juventus, tra i pali si punta su una rivelazione: il nuovo portiere potrebbe arrivare dalla Serie B

Non solo il numero 1 cresciuto in casa, i bianconeri tracciano il piano per il futuro mentre Perin guarda a un nuovo inizio

JUVENTUS SERIE A - LORENZO PALMISANI

JUVENTUS SERIE A - Lorenzo Palmisani, portiere classe 2004, nella stagione in corso 26 partite di campionato in Serie B con il Frosinone

Una porta socchiusa, una valigia mezza pronta e un taccuino di scouting pieno di appunti in grassetto. È così che alla Continassa si prepara il domani tra i pali: la probabile uscita di Mattia Perin a fine stagione riaccende un tema mai banale per una grande come la Juventus: trovare un numero 12 affidabile che sappia essere leader silenzioso, tappabuchi di lusso e garante di punti quando conta. Il nome più caldo, oggi, non è un veterano straniero né un’operazione nostalgica: è la «rivelazione» italiana di Serie B, un classe 2004 che ha riempito di clean sheet le sue domeniche. Intanto, il gioiello «di casa», Giovanni Daffara, è in rampa di lancio ma con una traiettoria studiata: un altro step in prestito, poi il rientro. La notizia di fondo, però, rimane una: dopo l’alt di gennaio, Perin potrebbe davvero salutare a giugno. E intorno alla porta bianconera, le correnti si fanno improvvisamente interessanti.

UN CICLO CHE PUÒ DIRSI CHIUSO
La fotografia è nitida: Perin ha rinnovato con la Juventus fino al 30 giugno 2027, segno di stima e di un ruolo che, nello spogliatoio, va oltre le presenze. Ma il campo parla: a 33 anni il bisogno di continuità torna a essere una priorità personale, nonostante il rendimento di livello quando chiamato in causa. Ufficialmente, il prolungamento è arrivato il 23 ottobre 2024; i numeri e il profilo sono quelli di un «co-titolare» per cultura del lavoro e carisma, ma la porta bianconera oggi ha un padrone stabile in Michele Di Gregorio. L’orizzonte, dunque, spinge Perin a guardare altrove per tornare titolare. La prova generale di questo addio è andata in scena a gennaio: il Genoa ha bussato forte, c’era persino una bozza di contratto pluriennale con l’ex idolo del Luigi Ferraris. La Juve, però, ha fatto muro e ha «chiuso la porta» al trasferimento invernale, anche a fronte dell’accordo di massima tra Perin e i rossoblù: una decisione comunicata direttamente al club ligure, con la precisa volontà di non indebolire il reparto a stagione in corso. Sfumata l’operazione, il Grifone ha poi virato su Justin Bijlow dal Feyenoord, ufficializzato il 19 gennaio 2026. È il segnale più chiaro: l’addio non era possibile in corsa, ma in estate la storia può cambiare.

GENOA E FIORENTINA PRONTE A TORNARE ALLA CARICA
Il capitolo «estate» rimette in prima fila due destinazioni. Il Genoa non ha mai mollato: già a dicembre 2025 il club spingeva per riportare Perin a Pegli, al punto da lavorare su un triennale. Le smentite non sono arrivate, anzi: l’operazione è rimbalzata su più testate come pista concreta e gradita al giocatore. Oggi, con Bijlow in organico, resta da capire se il Grifone vorrà comunque un upgrade definitivo o terrà l’olandese come titolare del prossimo ciclo. In ogni caso, il feeling tra Perin e la piazza non è mai tramontato. L’altra pista è la Fiorentina. I viola avevano pensato a Perin in passato e potrebbero rifarlo, se si aprisse una finestra sulla loro porta. Oggi il titolare è David De Gea, legato a Firenze da un accordo rinnovato fino al 2028: uno scenario che, se non cambierà, riduce gli spazi per una trattativa. Ma la cronaca recente insegna che il mercato dei portieri si muove a ondate: se il domino estivo dovesse rimettere in discussione almeno una grande casella al Franchi, Perin tornerebbe nome naturale per alzare il livello domestico.

OLTRE DAFFARA, IL NOME CALDO È PALMISANI
La notizia di mercato della giornata è il profilo più monitorato dalla Juventus per il ruolo di numero 12 del futuro: Lorenzo Palmisani, classe 2004, titolare del Frosinone in Serie B e fresco di Under 21. È lui la «rivelazione» che ha convinto osservatori e dirigenti, con una serie di partite dal rendimento altissimo e una sequenza di clean sheet già in doppia cifra nel cuore del campionato. Per i bianconeri, che intendono preservare le gerarchie (Di Gregorio titolare) ma alzare l’asticella dell’affidabilità in panchina, Palmisani rappresenta l’identikit ideale: giovane, formato in Italia, già competitivo, margini di crescita evidenti. Gli indizi non mancano. Tra ottobre 2025 e l’inizio 2026, Palmisani ha esordito e si è confermato con l’Italia Under 21 di Baldini, mantenendo la porta inviolata già al debutto contro la Svezia. Le metriche stagione in corso raccontano continuità: presenze, parate e clean sheet che lo proiettano stabilmente tra i portieri più affidabili della categoria. Palmisani è già oggi un profilo «pronto» per fare il salto come vice in un top club, con la prospettiva di crescere all’ombra di un titolare.

IL PIANO SU DAFFARA: BLINDARE, FARE CRESCERE E POI RIPORTARE A CASA
C’è poi la via «interna». Giovanni Daffaraclasse 2004, cresciuto nella Next Gen, sta completando un percorso virtuoso: dopo aver brillato in Serie C, la scorsa estate è passato in prestito all’Avellino fino al 30 giugno 2026 con opzione e contro-opzione. Il piano bianconero è esplicito: blindare il cartellino, farlo giocare, accompagnarlo allo step successivo e poi, se i tempi combaciano, riportarlo in prima squadra per giocarsi le chance da vice. È il classico progetto «a scalini» che in Corso Galileo Ferraris stanno cercando di sistematizzare sui ruoli chiave. L’idea piace anche perché supportata dai fatti: Daffara ha già collezionato decine di presenze tra i professionisti, si è distinto per reattività e freddezza nelle partite ad alta pressione, ed è stato aggregato anche alla spedizione bianconera al Mondiale per Club. In Serie B, dopo un avvio alle spalle del titolare, ha sfruttato le opportunità con prestazioni di spessore e serate da uomo-partita. Struttura, personalità e curva di miglioramento ne fanno un asset da proteggere.

CONCLUSIONE, SCELTA DI METODO E NON SOLO DI MERCATO
La Juventus sta trasformando un’esigenza contingente, sostituire un vice di alto profilo come Perin, in una scelta di metodo: programmazione, valorizzazione del vivaio/Next Gen, caccia mirata alle «rivelazioni» domestiche. Palmisani è oggi il nome che soddisfa più check; Daffara è il capitale interno da far maturare con intelligenza; Perin rimane un professionista esemplare a cui riconsegnare un ruolo da primo. La porta del futuro, in bianconero, si apre così: con una gerarchia chiara, un piano a tre livelli e la sensazione che, stavolta, il numero 12 conterà molto più dei suoi minuti.

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