Cerca

Serie A

Poker di Gasperini sotto gli occhi dell'ex ministro a bordo campo, è una partita che profuma di storia

Un’amichevole che vale molto di più di un risultato, avversario della Roma un club che vive tra azionariato popolare, legalità e quartiere

ROMA-MONTESPACCATO SERIE A - RENATO BRUNETTA

ROMA-MONTESPACCATO SERIE A - All'amichevole di Trigoria era presente l'ex ministro Renato Brunetta, in qualità di socio del team ospite militante in Serie D

La prima immagine è spiazzante: in un pomeriggio terso a Trigoria, sul campo dove si allena la grande AS Roma, nella panchina opposta a quella di Gian Piero Gasperini siede un volto familiare della politica italiana. È Renato Brunetta, presidente del CNEL, ex ministro, economista. Non è lì per una passerella, né per un protocollo da lampo di fotografi: osserva, si diverte, stringe mani, ascolta. E fa il tifo per il «suo» Montespaccato, club di Serie D che quel giorno, martedì 24 febbraio 2026, incrocia i giallorossi in un test amichevole finito 4-0. Una partita qualunque? No. È il fotogramma di una storia più grande: un quartiere che si rimette in piedi, una società sportiva strappata alle mani dei clan e riconsegnata alla città, un progetto sociale che ha fatto dei campi di periferia un presidio civile.

UN EX MINISTRO IN PANCHINA, IL PERCHÈ DELLA PRESENZA
Che ci faceva Renato Brunetta a Trigoria? La risposta sta in un numero e in un legame. Il numero è 1.754: tanti sono i soci dell’azionariato popolare del Montespaccato, tra i quali figura proprio il presidente del CNEL. Il legame è con una comunità che, dal 2018, ha trasformato una ferita in un’opportunità. E con chi ha guidato quella trasformazione, Massimiliano Monnanni: presidente dell’ASP Asilo Savoia e, dal 4 giugno 2024, segretario generale del CNEL. È stato lui, raccontano, a coinvolgere Brunetta nel progetto. Un intreccio di ruoli che restituisce la misura di quanto lo sport possa diventare un fatto pubblico, un bene comune.

IL RISULTATO DEL CAMPO E UN DETTAGLIO CHE PROFUMA DI STORIA
Sul prato il copione è chiaro: la Roma vince 4-0, con reti di Venturino, Tsimikas, El Aynaoui e del giovane Giacomo Arduini. Dettaglio non secondario: Arduini è nipote di Giancarlo «Picchio» De Sisti, una delle icone del calcio romano degli anni '60 e '70. È il presente che si nutre della memoria, persino in una partita che non vale punti. Per la cronaca tecnica e l’elenco completo dei marcatori fanno fede le note ufficiali del club giallorosso e le cronache specializzate.

DAL SEQUESTRO ALLA RINASCITA, LA SVOLTA DEL 2018
Per capire il senso della presenza di Brunetta, bisogna tornare al 2018. In quell’anno la storica realtà calcistica di borgata viene sequestrata nell’ambito dell’operazione «Hampa» contro il clan Gambacurta. Il campo e il centro sportivo rischiano l’abbandono, ma lo Stato, questa volta, si fa vedere. La gestione viene affidata all’ASP Asilo Savoia, un’istituzione pubblica che da oltre un secolo opera sul sociale. È l’inizio di una cura profonda, non solo sportiva: una rigenerazione che in pochi anni rimetterà in moto impianti, settore giovanile, prime squadre e soprattutto un’identità collettiva. La leva scelta da Asilo Savoia si chiama «Talento & Tenacia», programma di inclusione che usa lo sport per ricucire comunità, offrire opportunità a ragazzi fragili, creare lavoro e competenze. Lo stesso modello ha riaperto la Palestra della Legalità a Ostia (ex bene confiscato), diventata in pochi anni una palestra popolare con migliaia di iscritti e un simbolo nazionale di restituzione alla cittadinanza. È l’altra faccia della medaglia: non solo togliere alla criminalità, ma «riempire» di servizi e dignità.

L'AZIONARIATO POPOLARE
Dal 2023 il percorso giudiziario sul club si avvia alla conclusione e Asilo Savoia rilancia: nasce l’azionariato popolare del Montespaccato, pensato per legare ancora di più la squadra al quartiere. Quote «popolari» da 1 euro in su, formule dedicate agli enti del terzo settore e alle imprese locali, diritto di voto per chi sostiene in modo più cospicuo. Un progetto cucito addosso a una borgata che non vuole più essere spettatrice. Dentro quel capitale sociale c’è anche Renato Brunetta: uno dei 1.754 soci che hanno abbracciato l’idea. E il socio numero uno è Angelo Paparelli, fratello di Vincenzo, il tifoso ucciso da un razzo allo stadio Olimpico il 28 ottobre 1979: la memoria come bussola per il futuro. Non è retorica, sono fatti e numeri. Nel 2025 la comunità ha raccolto oltre 50.000 euro in meno di un mese per presentare la domanda di ripescaggio in Serie D: 192 donatori, un’onda civica che ha consentito al club di pianificare la stagione successiva. L’azionariato, intanto, cresce e si struttura; i soci si moltiplicano, i partner territoriali pure. Il calcio, qui, torna ad essere un mestiere di quartiere.

LA PARTITA CHE SI GIOCA SEMPRE: DIFENDERE IL PRESIDIO DI LEGALITÀ
La rinascita non è stata una passeggiata. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 il centro sportivo, oggi intitolato a Don Pino Puglisi, è finito di nuovo nel mirino. Raid notturni, atti vandalici, il bar-ristorante «Terzo Tempo» devastato proprio all’indomani della conferma della confisca del complesso sportivo al clan Gambacurta da parte della Corte d’Appello di Roma. Un messaggio sinistro, respinto con la forza della comunità e l’appoggio delle istituzioni. Perché colpire quell’impianto significa colpire un presidio di legalità abitato ogni giorno da bambini, famiglie, allenatori, educatori. Eppure, alla fine del 2025, il Montespaccato ha celebrato la rinascita del centro sportivo, ufficialmente dedicato a Don Pino Puglisi. In campo, per il calcio d’inizio simbolico, c’era persino Gianni Rivera. Una festa popolare, con il quartiere protagonista e le iniziative del progetto «Meno stereotipi, più uguaglianza»: perché il contrasto alla violenza, non solo mafiosa, passa anche dalla cultura di genere e dalla formazione di «sport diversity manager» nelle società dilettantistiche.

OLTRE IL CAMPO, CIÒ CHE RESTA DI UN'AMICHEVOLE
Resta una fotografia nitida: 24 febbraio 2026, Trigoria. La Roma di Gasperini mette minuti nelle gambe, mentre il Montespaccato porta in dote la sua storia di riscatto. Resta il volto di Renato Brunetta, presidente del CNEL e socio del club di borgata, seduto in panchina non per protocollo ma per appartenenza. Resta, soprattutto, l’idea che una città possa riconoscersi in un progetto che tiene insieme sport, legalità, partecipazione, identità. E che a volte un’amichevole da 4-0 pesi più di una classifica: perché allena il tessuto sociale, non solo i muscoli. Perché il calcio, quando torna di tutti, torna a essere davvero calcio.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter