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Regolamenti

Ecco le regole anti-perditempo: ai Mondiali 2026 saranno già operative

Conto alla rovescia per rinvii e rimesse, sanzioni nuove e un VAR più incisivo. Cosa cambia dal 1° giugno 2026 in campo

IFAB NUOVE REGOLE DAL 1 GIUGNO 2026

All’88’, il portiere stringe il pallone al petto, lo sguardo fisso al cronometro dello stadio. La curva avversaria scandisce numeri come fossero tamburi di guerra. L’arbitro alza il braccio: dita aperte, 5 secondi di conto visivo. Allo «zero» non arriva un fischio qualunque: arriva un’arma tattica, un calcio d’angolo. Non è fantascienza, è la nuova grammatica del gioco. Dal 1° giugno 2026, alla vigilia del Mondiale di USA-Messico-Canada, le partite parleranno ancora la lingua del calcio, ma con accenti più rapidi, decisi, misurabili. IFAB ha confermato un percorso già avviato: fermare il perditempo con strumenti semplici, visibili, comprensibili a chiunque sia allo stadio o davanti alla tv. E dare al VAR compiti più chiari su episodi oggettivi che troppo spesso scivolavano tra ambiguità e polemiche.

PERCHÈ PROPRIO ADESSO
La spinta nasce da dati e sperimentazioni: negli ultimi due anni, test in competizioni giovanili e professionistiche hanno dimostrato che introdurre limiti temporali con sanzioni immediate riduce in modo sostanziale le interruzioni inutili. La svolta è partita con la palla tra le mani del portiere: dagli storici «6 secondi con punizione indiretta» si è passati a «8 secondi con corner contro», provvedimento entrato nelle Regole 2025-2026 e già sperimentato con esiti positivi. Ora quel principio, breve finestra temporale, countdown arbitrale, sanzione diretta, si estende ad altre riprese di gioco: rimessa dal fondo e rimessa laterale.

LE NOVITÀ CHIAVE: DALLA PORTA ALLA BANDIERINA
1) La logica è identica a quella introdotta per i portieri con palla in mano: entro 8 secondi la rimessa dal fondo deve essere eseguita. L’arbitro scandisce un conto visivo di 5 secondi, rendendo palese a tutti a che punto siamo. 2) Superata la soglia, la sanzione è automatica e ad alto impatto: calcio d’angolo per gli avversari. 3) Effetto atteso: niente più liturgie lente (spostare il pallone di pochi centimetri, cambiare lato, posizionare con pignoleria) per togliere tempo al gioco. Il corner come punizione è un disincentivo concreto: non serve perdere minuti per preparare un’indiretta, si riparte subito con un’azione potenzialmente pericolosa per chi ha ritardato.

LE NOVITÀ CHIAVE: RIMESSE LATERALI MAGGIORMENTE RAPIDE
1) Per le rimesse laterali la finestra temporale sarà la stessa: 8 secondi. 2) Qui la sanzione è proporzionata alla natura dell’evento: se si sfora, l’arbitro ordina il cambio rimessa (inversione del possesso). 3) Risultato atteso: addio a soste coreografate alla ricerca del compagno perfetto o a finte ripetute per «rosicchiare» secondi. La palla rientra in campo con più frequenza e ritmo.

LE NOVITÀ CHIAVE: CONTO ALLA ROVESCIA VISIVO
1) Il gesto dell’arbitro, mano aperta che scandisce i secondi, è cruciale. Rende trasparente la procedura e limita contestazioni: sanno tutti, in tempo reale, che il limite incombe. 2) È una soluzione pensata anche per chi guarda da lontano: tifosi, tecnici, broadcaster. Riduce il grigio interpretativo e alza la pressione psicologica su chi sta eseguendo la ripresa, dissuadendo la melina.

SOSTITUZIONI: USCITA IN 10 SECONDI
1) La nuova filosofia anti-perditempo investe anche le sostituzioni: il giocatore che esce ha 10 secondi per lasciare il campo. 2) Se sfora in modo ingiustificato, scatta un deterrente: il sostituto può essere temporaneamente ritardato nell’ingresso o la squadra resta in inferiorità per un breve lasso di gioco. In varie competizioni che hanno testato misure simili, le violazioni sono diventate rarissime: il messaggio funziona.

TRATTAMENTI MEDICI: STOP A SCENEGGIATE
1) Per i casi di infortunio apparente o di richiesta di intervento medico «leggero», la regola mira a un equilibrio: se un giocatore necessita di assistenza in campo e lo stop supera una breve soglia, al rientro dovrà restare fuori per 60 secondi. 2) Eccezioni previste: i portieri e gli interventi seguiti da sanzione disciplinare all’avversario (segno che il contatto è stato davvero grave). L’obiettivo non è penalizzare chi si fa male sul serio, ma disincentivare chi «sceglie» di farsi curare in campo per azzerare inerzia e ritmo.

VAR, INTERVENTI DOVE CONTA DAVVERO
Il perimetro di azione del VAR si allarga in due aree ad alta influenza: 1) Episodi da seconda ammonizione che generano una espulsione: in casi di errore oggettivo, il VAR può aiutare a correggere decisioni che cambiano una partita. 2) Decisioni di calcio d’angolo: valutazioni fattuali (ultimo tocco, palla fuori prima del corner) potranno essere verificate rapidamente per correggere errori evidenti senza allungare i tempi. 3) Rimane la priorità alla celerità: si interviene solo se la correzione è chiara e rapida, per non aggravare un problema risolvendone un altro.

COSA ENTRERÀ IN VIGORE E QUANDO
1) Le modifiche discusse e approvate da IFAB entrano nel corpo normativo che governerà il calcio a partire da sabato 1° giugno 2026, così da essere operative per il Mondiale 2026. 2) Il quadro s’innesta su un percorso avviato: già dal 1° luglio 2025 la «regola degli 8 secondi» per il portiere in possesso di palla ha sostituito l’ormai inapplicata soglia dei 6 secondi e l’indiretto conseguente. L’estensione a rimesse dal fondo e rimesse laterali e l’armonizzazione del conteggio arbitrale portano coerenza al sistema. Nota terminologica utile: quando si parla di «8 secondi», si intende un tempo effettivo gestito con segnale visivo di 5 secondi da parte dell’arbitro, già sperimentato con successo. L’obiettivo è che tutti – in campo e fuori – sappiano cosa sta succedendo.

CHE CALCIO VEDREMO AL MONDIALE 2026
Un calcio più «in tempo reale», meno frazionato, con restart gestiti come momenti tecnici e non come pause tattiche. Allenatori con piani B e C pronti già prima della rimessa. Tifosi e tv con meno attese vuote e più sequenze continue. Il VAR, se impiegato con rigore e sobrietà, avrà un compito più utile su decisioni che creano superiorità/angoli in modo ingiusto. E le squadre che vivevano di «gestione del cronometro» dovranno convertire quel mestiere in gestione del possesso.

CONCLUSIONE: IL TEMPO DEL CALCIO TORNA AD APPARTENERE AL GIOCO
In un’epoca di tecnologia onnipresente, la novità più intelligente è spesso la più semplice. Un conto alla rovescia fatto con la mano, una sanzione chiara e coerente con l’episodio, un VAR che interviene dove può davvero fare la differenza. Dal 1° giugno 2026, i 8 secondi diventeranno una specie di metronomo invisibile: non toglieranno poesia al calcio, gli restituiranno tempo. E il tempo, nel pallone, è sempre stato il bene più raro.

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