Serie C
06 Marzo 2026
Er Faina è il presidente dei Caesar nella Kings League e avrebbe dovuto accogliere in rosa Othman Chajari
C’è silenzio sul campo di allenamento dell’Unione La Rocca Altavilla. È tardo pomeriggio, l’aria è pungente, i compagni rientrano negli spogliatoi a testa bassa. In mezzo al prato, da solo, c’è un borsone chiuso e un dubbio spalancato: da una parte la maglia della domenica, dall’altra la «gabbia» del lunedì sera. Il nome sul borsone è quello di Othman Chajari. E la scelta – almeno per ora, l’ha fatta il club: fuori rosa, con tanto di multa. Motivo? La volontà del centrocampista di vestire anche la divisa dei Caesar (FC Caesar) nella Kings League. È il 5 marzo 2026 e l’epicentro di questo terremoto non è più la Puglia del caso Fasano, ma il Veneto del Girone C di Serie D. Cambiano le coordinate, non cambia la faglia: il confine sempre più sottile, e sempre più litigioso, tra calcio federale e format d’intrattenimento.
ALTAVILLA: LINEA DURA SU CHAJARI E «ER FAINA» ACCENDE LA MICCIA MEDIATICA
La notizia è semplice nella forma, complessa negli effetti. Il club veneto ha imposto a Chajari una sanzione economica e l’esclusione dalla rosa in risposta alla sua intenzione di giocare nella Kings League con i Caesar. La società, come già visto in altri casi in Serie D, invoca l’idea di una necessaria «esclusività» d’impegno: priorità assoluta al campionato, eliminazione di ogni possibile fonte di infortunio, e nessuna distrazione in una fase caldissima della stagione. Dall’altra parte, microfono aperto e tono fermo, tal Damiano «Er Faina» Coccia, presidente dei Caesar insieme al creator Andrea «En3rix»Pirrera, parla di promessa disattesa, di un sì trasformato in no «a due giorni dalla partita», di una multa che «andrebbe tolta» e di un reintegro che «sarebbe gesto di buon senso». Un’accusa che rende ancora più visibile la frattura, perché questo scontro non sta solo negli uffici: corre sui social, si gonfia in diretta, entra nelle timeline di centinaia di migliaia di tifosi. E diventa immediatamente un caso nazionale.
IL PRECEDENTE CHE FA SCUOLA: LA SPACCATURA A FASANO
Per capire perché l’Altavilla si sia trincerata dietro la linea dura basta riavvolgere il nastro di pochi giorni. A Fasano la questione Kings League ha già scaldato, e diviso, l’ambiente: con Riccardo Vono si è arrivati alla rottura, mentre il capitano Vincenzo Corvino ha rinunciato al richiamo dello show per restare agganciato agli obiettivi della squadra. Due scelte opposte che hanno fotografato, meglio di qualsiasi editoriale, il bivio culturale del momento: visibilità immediata e platee digitali oppure priorità alla maglia e alla classifica.
LA SPINTA E LA TENTAZIONE DELLA KINGS LEAGUE
Per la Serie D la Kings League non è più «il calcetto del giovedì», è un concorrente per tempo, energie, narrazione e per il portafoglio. La declinazione italiana del progetto nato con Gerard Piqué ha debuttato a Milano il 3 febbraio 2025 alla Fonzies Arena, con un impianto iper-tecnologico, un palinsesto pensato per lo streaming, 12 squadre guidate da presidenti-influencer e un linguaggio che fonde pallone, show e community. La cornice? Biglietti inizialmente gratuiti per riempire l’arena, regole «televisive», cronologia fitta di contenuti e l’eco mediatica di volti noti come Fedez, Blur, e, appunto, Er Faina ed En3rix alla guida dei Caesar. In pochi mesi l’evento si è strutturato ulteriormente: nell’autunno 2025 è partita la seconda stagione. È un ecosistema che seduce i giocatori della quarta serie: perché garantisce esposizione, possibilità di monetizzazione dell’immagine, una «nuova carriera» parallela fatta di clip virali e ingaggi come wild card.
UN CORTEGGIAMENTO CONCRETO: I CASI CHE INCROCIANO LA SERIE D
Non è teoria. È già realtà. La Kings League ha pescato, e pesca, in Serie D: basti citare Nicola Loiodice e Soufiane Lagzir, volti dei Caesar che hanno intrecciato (o affiancato) i loro percorsi alla D, con un’attenzione reciproca tra il Fasano e la squadra di Er Faina e En3rix. Anche partite e statistiche raccontano l’impatto narrativo: serate di 7 contro 6, golden gol, clip che rimbalzano tra Twitch e social, e un lessico che entra nel quotidiano dei calciatori dilettanti. In questo flusso, l’Altavilla teme che un suo perno di centrocampo viaggi su «due binari» difficili da conciliare sul piano fisico, contrattuale e, soprattutto, di gruppo. Da qui la scelta drastica su Chajari.
CHI OTHMAN CHAJARI E PERCHÈ IL SUO NOME CONTA
Centrocampista classe 1999, cresciuto calcisticamente nel territorio vicentino, Othman Chajari è un profilo di sostanza e dinamismo, prezioso in una squadra che ha ambizioni di classifica nel Girone C. Il suo tesseramento con l’Unione La Rocca Altavilla per la stagione 2025-2026 è tracciato nelle banche dati di settore; la sua presenza nelle cronache recenti della D veneta ne certifica il ruolo nel gruppo. Per i Caesar, aggiungere un giocatore con ritmo e letture da undici è un plus tecnico e narrativo. Per l’Altavilla, perdere, anche solo temporaneamente, un titolare in questo periodo del calendario è un costo competitivo. Due linee che qui si sono scontrate senza compromessi.
IL NODO CULTURALE: «CALCETTO» VS PROFESSIONISMO DI FATTO
C’è una frase che ritorna spesso nelle interviste ai presidenti e ai direttori sportivi della D: «Qui non facciamo i professionisti, ma viviamo da professionisti». Tradotto: stipendi no, ma ritmi, regole e responsabilità sì. Ecco perché la Kings League innesca reazioni così polarizzate. Per il sistema federale, è un «concorrente» che chiede tempo e attenzioni a giocatori che si allenano 4-5 volte a settimana, che viaggiano in pullman per ore, che hanno equilibri tesi in gruppo. Per la Kings League, i giocatori della D sono talento e storie: facce vere, vicine alla community, perfette per un prodotto che vive di format e ritmi televisivi. Due razionalità corrette, due mondi che però, oggi, faticano a incastrarsi.