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Esonerato l'ex Bomber vincente in ogni squadra in cui ha giocato, costa caro un ko in semifinale

Il club saluta l’allenatore e azzera lo staff: dietro una classifica brillante, un cortocircuito e scelte che hanno acceso il dibattito

SAO PAULO CAMPEONATO PAULISTA - HERNAN CRESPO

SAO PAULO CAMPEONATO PAULISTA - Hernan Crespo aveva già allenato in Brasile nel 2021 ed era tornato nel giugno 2025

Quando l’ascensore dell’hotel si chiude, il riflesso nella porta d’acciaio mostra un uomo che, appena ieri, stava rimettendo in bolla una squadra data per fragile. Oggi, invece, quell’uomo scende al piano terra del calcio brasiliano senza preavviso: il 9 marzo 2026, il São Paulo ha comunicato l’addio a Hernán Crespo, chiudendo la sua seconda parentesi sulla panchina del Tricolor. Una decisione che sorprende perché arriva con la squadra a 10 punti su 12 in Brasileirão, a pari merito con il Palmeiras, e che, proprio per questo, merita di essere decifrata oltre il titolo di giornata.

Il COMUNICATO, I NOMI E IL TAGLIO NETTO
Il club ha diffuso una nota asciutta: via Crespo e, con lui, l’intera comissão técnica. Salutano gli assistenti Juan Branda e Víctor López, i preparatori atletici Federico Martinetti e Leandro Paz, e il preparatore dei portieri Gustavo Nepote. Un azzeramento che non lascia spazio a interpretazioni: la scelta è strutturale, non episodica. L’operazione è stata confermata da più fonti brasiliane e ripresa dai principali media internazionali.

LA MICCIA: LA SEMIFINALE DEL PAULISTAO PRESA NEL «CHOQUE-REI»
Il passo falso che ha anticipato l’epilogo è la sconfitta nella semifinale del Campeonato Paulista: Palmeiras–São Paulo 2-1, gara secca giocata all’Arena Crefisa Barueri il 1° marzo 2026. Il «Choque-Rei» ha sorriso ancora una volta ai verdi, che hanno così centrato la settima finale consecutiva del torneo statale. Un risultato pesante non tanto per lo scarto, quanto per il contesto emotivo e per il confronto diretto con il rivale cittadino che, da anni, detta la linea dell’eccellenza.

OLTRE AL RISULTATO, SCELTE TECNICHE SOTTO LA LENTE
Più che il singolo responso del campo, a far rumore sono state alcune scelte definite «incomprensibili» nei retroscena emersi nelle ore successive. In particolare, è stata discussa la titolarità del mediano Luan nella semifinale col Palmeiras, letta internamente come opzione non in linea con la strategia preparata per il match. A ciò si sarebbe aggiunta l’irritazione per la cosiddetta «folga tripla», i tre giorni di riposo concessi alla squadra dopo l’eliminazione, e per la percezione, contestata dallo staff, di allenamenti troppo brevi nell’ultima settimana. Elementi che, combinati, hanno alimentato l’idea di una «mancanza di sintonia» tra allenatore, gruppo e dirigenza.

IL PARADOSSO DEI NUMERI, SECONDA POSIZIONE MA NESSUN PARACADUTE
Qui sta il cuore del paradosso: il São Paulo saluta Crespo mentre la classifica del Brasileirão racconta un avvio forte, con 10 punti in 4 partite e la seconda posizione, di fatto un co-primato con il Palmeiras che spezzava la narrativa del disorientamento tecnico. Il club, tuttavia, ha scelto di guardare oltre il dato immediato, ritenendo che le crepe relazionali e alcune divergenze metodologiche rischiassero di compromettere la stabilità a medio termine. Una decisione definita “sorprendente” persino da media brasiliani tradizionalmente sobri nei toni.

UN ADDIO CHE PESA DOPPIO: LA STORIA DEL LEGAME RECENTE TRA CRESPO E IL SAO PAULO
Il distacco brucia perché tocca un rapporto che aveva radici profonde. Nella sua prima avventura (febbraio–ottobre 2021), Crespo aveva riportato al Morumbi il titolo del Paulistão, interrompendo un digiuno lungo anni e battendo in finale proprio il Palmeiras. Quel successo aveva consegnato all’allenatore argentino un credito simbolico importante presso la tifoseria. La seconda avventura era iniziata il 18–19 giugno 2025, con un contratto fino al 31 dicembre 2026, un ritorno accolto con favore in virtù di un lessico comune già collaudato con l’ambiente.

LA SITUAZIONE DI CRESPO
Per Crespo, che a San Paolo ha legato il suo nome a un titolo statale nel 2021 e a un ritorno nel 2025 salutato con fiducia, questa separazione rappresenta un crocevia. Il suo profilo resta forte sul mercato: esperienza internazionale, capacità di riorganizzare gruppi in contesti emotivamente complessi, e una seconda parentesi in Brasile che, al netto dell’epilogo, gli consegna un’immagine di tecnico capace di rimettere in moto una squadra in corto respiro. Le prossime settimane diranno se punterà a una nuova sfida in Sudamerica o a un rientro in Europa: la richiesta tecnica, in ogni caso, non gli mancherà.

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