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I cartelloni di Anfield e il pollice lacerato di Noa Lang: cosa ci dicono i regolamenti UEFA?

Distanza dei LED, presenza e dimensioni delle vie di fuga: il viaggio nel regolamento dietro le luci dei pannelli luminosi

GALATASARAY • NOA LANG

GALATASARAY • Noa Lang, attaccante olandese in forza al Galatasaray

Minuto ottanta, Anfield Road. Noa Lang crolla a terra, il pollice destro lacerato dopo uno scontro con i cartelloni pubblicitari. Nel video girato dagli spalti si vede la corsa, l’impatto, poi il sangue. Il Galatasaray parla subito di “taglio profondo”, annuncia l’operazione d’urgenza a Liverpool, mentre la partita scivola via fino al verdetto: Reds ai quarti, turchi fuori, un 4-1 complessivo che rimane tema di campo mentre un altro tema prende piede: si cominciano a fare le valutazioni e si valutano anche le possibili sanzioni per il club ospitante. Ma cosa dicono davvero le norme? E soprattutto: secondo quale ratio sono installati, testati e gestiti quei LED?

GUARDARE DIETRO LE LUCI

Il dito intrappolato “tra due moduli”, il calciatore immobilizzato, poi portato via in barella. Il Galatasaray fa sapere che il giocatore «sarà operato a Liverpool nelle prossime ore, con lo staff medico del club presente». Nel frattempo, il club turco lascia trapelare l’intenzione di rivolgersi alla UEFA. Per gli ispettori, la domanda tecnica è se la lesione sia conseguenza di un “difetto d’installazione o manutenzione” (giunzioni, fessure, profili vivi) o se si tratti di un “freak accident”. La differenza, qui, è tutto.

Per capire responsabilità e margini di intervento bisogna tenere insieme tre testi cardine: il regolamento sportivo della Champions League, le Stadium Infrastructure Regulations e le Disciplinary Regulations della UEFA. Innanzitutto è bene ricordare che i cartelloni LED non sono un’arena “privata” del club: nelle notti europee l’ente regolatore centralizza specifiche, test e, in molti casi, anche l’operatività. L’Articolo 74 delle “Regulations of the UEFA Champions League 2025/26” prescrive che il club ospitante debba mettere a disposizione (senza costi di noleggio) un sistema LED conforme alle “specifiche tecniche comunicate da UEFA”; se l’impianto di casa rispetta gli standard, UEFA può usarlo con i tecnici del club “sotto la direzione UEFA”. Se non rispetta, UEFA può installarne uno proprio e addebitare i costi a fine stagione. È esplicito anche l’obbligo di test e calibrazione la sera precedente sotto piena illuminazione.

In parallelo, le Disciplinary Regulations della UEFA ribadiscono il principio della responsabilità oggettiva del club ospitante sull’ordine e sulla sicurezza “all’interno e nei pressi dello stadio” prima, durante e dopo la partita (art. 16). È il gancio giuridico usato dai giudici disciplinari per comminare sanzioni se l’assetto di bordo campo è ritenuto pericoloso o non conforme. Infine, è bene tenere presente che nelle checklist UEFA di preparazione gara rientrano anche i test dei sistemi LED, il backup di alimentazione e le postazioni di controllo grafiche, con la possibilità per UEFA di nominare un “LED supervisor” sul posto. È scritto nero su bianco nello stesso Articolo 74.

LE DISTANZE CONTANO

Le guide FIFA indicano soglie raccomandate chiare: 5 m dietro la linea di porta e 4 m lungo le laterali per gli stadi maggiori; 4 m e 3 m per impianti più piccoli. L’IFAB, dal canto suo, vieta qualsiasi pubblicità entro 1 m dalle linee. Non è solo geometria: più la zona di fuga è ampia e pulita, minori sono gli impatti ad alta energia sugli elementi rigidi. Dove gli spazi sono compressi — o dove i LED sono montati su telai con travi posteriori esposte — il rischio di taglio, incastro o schiacciamento aumenta.

Un’ulteriore complessità è data dall’evoluzione tecnologica: negli ultimi anni UEFA ha introdotto su selezionati match sistemi di “virtual board replacement” (VBR) che sovrappongono, per le sole audience televisive, versioni pubblicitarie regionalizzate. È una sovrastruttura digitale che però non tocca la fisicità dei pannelli a bordo campo: le immagini cambiano sugli schermi, non la struttura su cui poggiano. La sicurezza resta affare dei LED reali e delle loro giunzioni.

IL PROBLEMA E LE POSSIBILI SANZIONI

Se l’infortunio di Noa Lang è nato dall’incastro del pollice tra due pannelli o lungo una giunzione con profili non arrotondati, la catena di conformità va ricostruita: progetto del sistema, stato manutentivo, modalità di fissaggio, eventuali coperture anti-taglio sulle giunte, distanza reale dalla linea di fondo, planarità del basamento, presenza di protezione sulle travi posteriori. Dal lato turco, l’ipotesi di denuncia formale è stata messa sul tavolo nelle ore successive alla gara, ma il punto rimane chiarire la dinamica: fino a quando non emergerà una relazione tecnica, parlare di “colpa” o “fatalità” è azzardato.

Ma in ogni caso, cosa rischierebbe il Liverpool? Si è parlato di una multa nell’ordine di 20.000–50.000 euro, graduata sulla gravità dell’evento e sull’eventuale negligenza accertata, oltre a possibili direttive su modifiche immediate dell’allestimento: arretrare i LED, sostituire moduli, colmare giunti, introdurre protezioni anti-taglio. Nelle ipotesi più severe, in passato, la UEFA ha disposto anche chiusure parziali di settori vicini alle aree interessate. Tutto dipende da ciò che scriveranno i delegati e i commissari di campo nel rapporto ufficiale e da quanto verrà confermato dai sopralluoghi.

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