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La depressione e il coraggio di prendersi una pausa: Ronald Araujo e «l'atto d'amore verso se stessi»

Dal rosso con il Chelsea al ritorno in campo: «Aver cura della propria mente non significa arrendersi»

Ronald Araújo • FC BARCELLONA

FC BARCELLONA • Ronald Araújo,Attribution-ShareAlike 4.0 International CC BY-SA 4.0 Deed

27 anni, una partenza da titolare nel Barcellona anche in questa stagione. Poi nella sconfitta con il Chelsea per 3-0, arriva il cartellino rosso. L'assenza con l'Alavés«Un'influenza intestinale» - dichiara il club. Dietro a questa storia c'è di più in realtà: se inizialmente si pensava ad un male fisico, si è rivelato qualcosa di più grave che ha colpito la sfera psicologica di Ronald Araújo. «È una situazione privata. Non voglio dire altro. Per favore, rispettatela. Ronald al momento non è pronto» - dichiarava il tecnico tedesco Flick.

PERDERSI PER RITROVARSI

Dall'Uruguay alla Spagna, Araújo fa parte della realtà blaugrana dal 2018, prima nella squadra B, poi promosso in prima. Dopo l'espulsione e la sconfitta in Champions, decide di fermarsi, di prendere una pausa in un momento critico della propria carriera, dettata non da problemi fisici ma da una condizione emotiva sempre più pesante: «È un accumulo. Non sono stato bene da un po'. Ho sofferto di ansia per 18 mesi ed è sfociata in depressione» - dichiara il giocatore. Ha scelto di allontanarsi temporaneamente dal campo per dedicarsi alla propria salute mentale, trascorrendo del tempo anche per visitare luoghi simbolici per la spiritualità come Gerusalemme e Betlemme, per poi ritornare a casa per il periodo natalizio. «Ho imparato che fermarsi al momento giusto è un atto di amore verso se stessi. Prendersi cura della propria mente e del proprio cuore non significa arrendersi: significa avere fiducia che Dio lavori anche nel silenzio. Il processo non è stato facile, ma tornare così è un privilegio» - dichiara il difensore centrale sui social. «Ho ricevuto molto supporto e messaggi, anche da parte dei miei rivali da squadre in Italia e Germania: tutti pregandomi di fermarmi, alcuni perché in passato hanno attraversato situazioni simili e che desideravano fare la stessa cosa che ho fatto io, ma non avevano il coraggio»

Dopo un periodo di stop, ritorna in campo con il Real Madrid: entra come sostituto nel secondo tempo e il match si conclude con una vittoria emozionante finita 3-2 che costa il posto all'allenatore Xabi Alonso. A sostenere pubblicamente il compagno è Raphinha, l'autore di una doppietta: «Saremo sempre lì per lui e lo sosterremo. Ha attraversato un momento difficile, ma è normale visto il lavoro che facciamo, la maglia che indossiamo, quello che rappresentiamo, sarebbe potuto succedere ad altri». Vedere Araújo che solleva il trofeo è un segno di grande stima che tutti hanno per lui: «Ho avuto anche io situazioni critiche durante le mie prime due stagioni qui, contiamo su di lui» - conclude l'attaccante del Barça.  

MENTAL COACH

«Qualcosa sta succedendo, ho bisogno di chiedere aiuto. Sono il tipo di persona che solitamente mantiene tutto dentro, ma devi capire che ci sono dei professionisti che possono aiutarti e che ti danno degli strumenti per gestire certe situazioni e di guarire» - Araújo sulla salute mentale. Fermarsi non è un atto irresponsabile, è un gesto necessario verso sé stessi e in questo caso verso la propria squadra. Con l'avvento dei social c'è stato un cambiamento radicale nel mondo dello sport che ha rinforzato la pressione mediatica dei calciatori. I calendari sempre più fitti. Ogni errore arriva ad essere amplificato per giorni. L'episodio di Ronald è solo uno dei tanti: lui è riuscito a prendere posizione sulla sua condizione e concedersi del tempo per respirare e ritrovarsi nel caos che lo ha fatto fermare.

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