Serie B
26 Marzo 2026
Andrea Abodi è stato presidente della Lega di Serie B dal 20 luglio 2010 al 6 marzo 2017
Una sera d’inverno, sotto i riflettori di uno stadio di provincia, un ragazzo di 19 anni esordisce in Serie B: contrasti pieni, ritmo feroce, zero «rendite di posizione». Non c’è tempo per l’ansia: o entri nel gioco o resti indietro. È in queste partite che molti calciatori capiscono davvero se sono pronti per volare. Ed è esattamente questo il punto, sostiene Andrea Abodi: la Serie B non è una copia sbiadita della Serie A, ma un ambiente competitivo, vivo, che forma carattere e competenze tecniche, e che oggi più che mai mette al centro i giovani talenti italiani. Le sue parole, pronunciate il 25 marzo 2026 a margine di un evento romano, sono un manifesto programmatico per il nostro calcio: un invito a guardare alla B come al luogo dove si costruisce il futuro.
«NON UNA COPIA, MA UN CAMPIONATO CON UNA MISSIONE»
Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, conosce ogni piega del torneo cadetto: è stato presidente della Lega B tra il 2010 e il 2017, prima di diventare Ministro il 22 ottobre 2022. Per questo può rivendicare con credibilità che la B esprime identità, competitività e un tasso di crescita reale per i ragazzi. «È un campionato combattuto e vivace, dove non ci sono rendite di posizione… vedo prospetti che rivedremo in Serie A e in Nazionale», ha detto, rimarcando il ruolo della B come «viatico» ideale.
OLTRE LA RETORICA: I NUMERI CHE DICONO CHE LA SERIE B È CENTRALE
Non bastano gli slogan: servono i dati. Nell’ultima stagione analizzata dal ReportCalcio della FIGC (2023-2024), in Serie A i minuti giocati dagli Under 21 italiani incidono appena per circa il 2,3%-2,8% sul totale, una quota strutturalmente bassa che conferma le difficoltà della massima serie a offrire spazio ai giovani di casa nostra. La Serie B, al contrario, sta spingendo sull’acceleratore: la Lega B ha riformato il sistema di contribuzione dei minutaggi orientandolo solo sugli italiani e, progressivamente, sui soli Under 21. Già nel 2023-2024 gli Under 23 italiani hanno coperto circa il 19% dei minuti complessivi, con gli Under 21 al 9,1% nella prima parte di stagione: un segnale concreto di inversione di tendenza e di una politica industriale che premia chi investe nei vivai nazionali. Questa spinta regolamentare non è un dettaglio: significa incentivi economici e una chiara missione di sistema. «Giovani e italiani, la svolta della Serie BKT» non è solo uno slogan, è il titolo di una scelta: più contributi ai club che fanno giocare ragazzi «convocabili» in azzurro, con il baricentro sugli Under 21. Il messaggio è semplice: il campo come criterio, la B come corridoio formativo.
B ITALIA: UNA VETRINA CHE HA FATTO STRADA
Nel solco della valorizzazione, Abodi ha ricordato la funzione della rappresentativa B Italia: una selezione nata per dare visibilità internazionale ai migliori giovani della categoria, compresi i ragazzi che arrivano direttamente dal campionato Primavera o che nei club di B hanno poco spazio, mettendoli alla prova in contesti competitivi. L’idea, rilanciata proprio negli anni della presidenza Abodi in Lega B, ha avuto come selezionatore figure come Massimo Piscedda e ha portato la rappresentativa ad affrontare persino una Nazionale maggiore (l’Iran, in un match storico). È un tassello in più del percorso: osservazione, selezione, partite vere.
DALLA SERIE B ALLA RIBALTA: STORIE CHE SPIEGANO TUTTO
1) Riccardo Orsolini. Cresciuto nell’Ascoli, è esploso in Serie B nel 2016-2017 con 8 gol e 6 assist, guadagnandosi la chiamata della Juventus e poi la maglia della Nazionale. Una parabola esemplare: talento, minuti, responsabilità. 2) Sandro Tonali. Regista precoce, ha vinto la Serie B con il Brescia nel 2018-2019, diventandone l’anima tecnica prima di spiccare il salto verso la Serie A e i grandi palcoscenici europei. La B gli ha dato ritmo, leadership, letture: non teoria, pratica. 3) Gianluca Scamacca. In prestito all’Ascoli nel 2019-2020, ha segnato 9 reti in B: un bottino che ha fatto da piattaforma al suo percorso fra Serie A, Europa e Nazionale. La concretezza della cadetteria come esame di maturità. 4) Federico Gatti. Dall’Eccellenza alla B col Frosinone (2021-2022), fino alla Juventus: una scalata simbolo della funzione ascensore della B. Con 10 milioni (bonus inclusi) la Juve ne ha riconosciuto il valore mentre lui completava la stagione in prestito in Ciociaria.
UNA SCELTA DI CAMPO (ANCHE CULTURALE)
Il messaggio di Andrea Abodi risuona chiaro: la Serie B è un ambiente ideale per far crescere i giovani talenti italiani perché unisce tre fattori rari: competitività reale, politiche premianti, identità. Non si tratta di «romanticismo di provincia», ma di un disegno con basi regolamentari e numeriche: più minuti agli Under 21 italiani, più percorsi credibili dalla Primavera al professionismo, più fiducia diffusa. La «nuova B» non chiede etichette, ma fiducia e coerenza: ai club, di investire e aspettare; agli allenatori, di rischiare competenze giovani; alla Serie A, di aprire spazi veri a chi si è formato nel torneo cadetto; alle istituzioni, di continuare a premiare chi sceglie i ragazzi convocabili dall’Italia. Perché il futuro del nostro calcio, anche quello dei grandi tornei e delle Nazionali, si decide spesso in quelle notti di B in cui un diciannovenne impara, in 90 minuti, ciò che un manuale non basterebbe a spiegare. E quando, mesi dopo, lo ritroviamo protagonista in A o in azzurro, il cerchio si chiude: dietro ogni «scoperta improvvisa» c’è quasi sempre una partita di Serie B giocata al massimo.