Cerca

L'intervista

ColicoDerviese, il rumoroso ritorno di Pasquinelli: «L'esperienza in Veneto mi è servita per maturare»

Il classe 2001 veste gialloblù a distanza di un anno e mezzo di Serie D e si ripresenta segnando 5 gol in 8 partite

Pasquinelli ColicoDerviese

Mattia Pasquinelli, esterno tuttofare a disposizione di Invernizzi

Tre stagioni tra Giovanissimi e Allievi, poi il salto in Promozione e ora il ritorno in gialloblù dopo due anni in Serie D. La storia tra Mattia Pasquinelli e la ColicoDerviese si arricchisce di un nuovo capitolo, e le prime pagine fanno presagire un bel racconto: 5 gol in 8 partite, di cui 2 nella sfida di settimana scorsa con la Casati Arcore per accedere agli Ottavi di Coppa. «Sono contento di questo inizio di stagione, anche se ho avuto tante occasioni in campionato che non sono riuscito a sfruttare, un po' sfortuna un po' per altro. - racconta il classe 2001 - Con la Casati nella ripresa ho calciato addosso al portiere, però ho concretizzato su punizione e calcio d'angolo, mentre con il Muggiò ho preso una traversa e in un'occasione mi ha murato di piede un difensore mentre colpivo di testa». Proprio la finalizzazione aerea è stata la costante dell'esterno gialloblù nelle prime giornate, fino al gol di piede, il primo tra le mura amiche, realizzato nel pareggio di domenica con la Nuova Sondrio.

Un pareggio che lascia forse un po' di rammarico per altri due punti sfumati in un avvio tutto sommato positivo della formazione di Giulio Invernizzi, squadra che ha però le carte in regola per scalare la classifica, come spiega anche Pasquinelli: «Sicuramente ci mancano un paio di punti. Alla prima eravamo un po' sottotono, poi già dalla seconda abbiamo preso la marcia giusta, creando tante occasioni anche contro avversari che magari tenevano più il pallino del gioco. Dobbiamo però migliorare nella finalizzazione: se riusciamo a concretizzare tutto ciò che creiamo possiamo fare davvero bene».

Al di là dei risultati, in casa ColicoDerviese l'aria che si respira è quella di un'unità solida sin dalle prime amichevoli: «Siamo un gruppo giovane, io giocavo qui tre anni fa in Prima Squadra ed ero il più piccolo. C'erano magari due 2000 e due '99, eravamo abbastanza limitati come fuori quota, mentre quest'anno mi sono ritrovato con tanti ragazzi della Juniores che cercano di giocarsi il posto della domenica. Alcuni di loro li conoscevo già, così come gli elementi più esperti, e siamo diventati un bel gruppo, c'è intesa tra tutti noi».

Gruppo al quale Pasquinelli si è aggregato dopo due stagioni di Serie D tra la Valtellina e il Veneto, ultima avventura prima del ritorno in gialloblù: «Ho iniziato a Chiavenna, poi il primo anno di superiori sono venuto alla ColicoDerviese. Qui ho fatto tre stagioni, saltando la Juniores per arrivare in Prima Squadra in Promozione al quarto anno. Dopo sono andato a Sondrio e mi si è presentata la possibilità di restare in zona o andare a fare un'esperienza fuori casa. Mi sentivo pronto per cogliere l'occasione e andare via per maturare a livello calcistico e personale. Sono andato al Delta Porto Tolle e non mi sono pentito, se non per aver perso un po' di visibilità per restare in D perché ho tenuto un livello mediocre. Sicuramente mi ha permesso di migliorare, però la cosa che più mi è dispiaciuta è  che non ho avuto la possibilità di andare in prova in qualche squadra».

Con l'avvicinarsi della nuova stagione, però, si riaprono le porte di casa: «Il ds Riva mi ha voluto conoscere. È stato molto alla mano, abbiamo fatto due chiacchiere a giugno e gli ho detto che volevo provare a seguire l'onda della D. Lui mi ha detto che nel frattempo potevo iniziare la preparazione con loro, sono andato e ho deciso di restare». Da lì il classe 2001 è diventato un vero jolly per Invernizzi, che in Coppa l'ha impiegato praticamente ovunque. «Con il Sondrio ho iniziato esterno destro nel 4-2-3-1, ruolo che ricoprivo anche in Veneto, però essendo destro di piede mi diverto anche a sinistra, dove o rientro o crosso con il mancino. - spiega Pasquinelli, che poi torna sul match di Coppa con i biancazzurri - In quell'occasione già prima della partita il mister mi aveva chiesto se potessi fare il terzino e io avevo risposto che in passato avevo fatto anche il centrale, così quando si è infortunato un mio compagno mi ha spostato in difesa. Al ritorno ho fatto il mediano, il trequartista e il terzino, quando siamo rimasti in 10 per un'espulsione. In pratica ho giocato in tutti i ruoli tranne che come punta, ormai il mister mi chiede se posso fare anche il portiere».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter