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Primavera 2

«Mollo tutto e vado in Calabria»: a 17 anni saluta Milano e firma per la Reggina

Manuel Attici, scuola Aldini ed ex Arconatese, sta per vivere un sogno ad occhi aperti

Manuel Attici

REGGINA: Manuel Attici, in arrivo dall'Aldini, al momento della firma

Ci sono treni che passano una sola volta nella vita e Manuel Attici, classe 2004 cresciuto all'Aldini e consolidatosi con la maglia dell'Arconatese, il suo non se l'è lasciato sfuggire. Anzi, ha fatto l'esatto opposto. Ci è salito senza pensarci due volte, conscio dei rischi ma anche della possibilità di aggiungere un ulteriore tassello per coronare il proprio sogno: diventare un calciatore professionista. Per farlo è stato costretto a dire addio alla sua città natale, Milano, per trasferirsi a Reggio Calabria. Un luogo a lui tutt'altro che sconosciuto, avendo passato praticamente tutte le estati dal 2004 ad oggi nella casa della nonna materna a Gallico Marina, piccolo paese a pochi chilometri dal capoluogo calabro. La maglia che vestirà è quella della Reggina, con la quale sarà impegnato nel campionato di Primavera 2. Uno sguardo, e forse qualcosina in più, siamo certi che andrà anche leggermente più in alto, precisamente alla prima squadra di Filippo Inzaghi. Formazione con la quale, nelle scorse settimane e in più di una circostanza, ha avuto già modo di allenarsi.

CUORE

«Parto col dire che, quando mi è stato comunicato che ci sarebbe stata questa possibilità, non ho esitato a dire sì. Sono convinto che mi aiuterà a crescere sotto diversi aspetti: chiaramente quello calcistico, visto che giocherò in un campionato di altissimo livello, ma anche quello umano». Queste le prime parole di Manuelito, soprannome datogli da amici e parenti. Gli stessi ai quali ha detto arrivederci proprio negli scorsi giorni, quando è rientrato a Milano per sostenere gli esami di riparazione. «Tutte le persone che amo sono contente per me. Mi hanno fatto l'in bocca al lupo - racconta il classe 2004 - ed io personalmente spero di renderli fieri. Soprattutto i miei genitori: sono un po' dispiaciuti ma allo stesso tempo contenti». Sì, perché lasciare casa a 17 anni per trasferirsi dall'altra parte dell'Italia non è cosa da poco. In questa splendida avventura Manuelito non sarà da solo: ci sarà in primis la nonna materna, dalla quale alloggerà a Gallico Marina, dopodiché il nonno paterno Paolo - storico dirigente dell'Aldini, nonché grande appassionato di calcio - che rimarrà per almeno sei mesi al suo fianco.

LA CARRIERA DI MANUEL ATTICI

  • ALDINI
  • ARCONATESE
  • REGGINA

FAVOLA

Insomma, se questa non è una favola poco ci manca. Tuttavia, a questo punto un quesito sorge spontaneo: come ci è finito un calciatore dell'Arconatese alla Reggina? Innanzitutto bisogna ritornare al famoso detto: i treni passano una volta nella vita, questo ormai lo sappiamo, ma bisogna anche sottolineare come spesso le chance più grosse arrivino nei momenti meno plausibili. Manco a dirlo, è esattamente quanto successo a Manuel Attici. È una giornata di luglio apparentemente semplice: sole, caldo e partita di calcio con gli amici. Nulla di particolare, se non fosse per la presenza di un allenatore del settore giovanile della Reggina. Trovatosi per caso al campo, per l'occasione allestito ad hoc per un piccolo torneo, non può fare a meno di notare un baby talento con una qualità tecnica impressionante. Aspetta giusto il triplice fischio, dopodiché lo avvicina: «Ascolta, nei prossimi giorni si terrà un allenamento di prova in cui parteciperanno diversi ragazzi del sud Italia: sei dei nostri?». Il resto è storia. Quale sia stata la risposta di Manuelito potete immaginarlo, tant'è che nel giro di qualche giorno ha già cucito sul petto lo stemma della Reggina.

L'allenamento di prova si è svolto il 17 luglio, dopodiché la preparazione ha avuto inizio l'8 agosto. Nel mezzo un momento che non dimenticherà mai: la firma sul contratto. «Ho sempre amato la Reggina e giocare per questi colori mi rende molto orgoglioso. È una piazza bellissima, vedo grande attaccamento alla maglia. Un ricordo - sottolinea Attici - va a mio nonno materno che è venuto a mancare: lo faccio per lui, era tifosissimo». Tra i tanti messaggi d'in bocca al lupo ricevuti, tra tutti spicca quello di Rolando Bianchi: ex bomber degli amaranto, è da un anno direttore sportivo dell'Aldini e non si è tirato indietro nel dare qualche consiglio ad un grande ex dei Falchi. «Ci ho parlato - spiega Attici - e mi ha fato qualche dritta. Poi mi ha anche parlato della società: è stato fondamentale anche lui nella mia scelta».

LA SCHEDA DI MANUEL ATTICI

  • NOME: Manuel Attici
  • ANNO: 2004
  • RUOLO: Trequartista
  • SKILLS: Tecnica, visione di gioco
  • SQUADRA DEL CUORE: Inter, Reggina

RUOLO

Come detto, Manuelito è stato una bandiera dell'Aldini fino all'estate del 2021, quando ha detto addio al club di Massimiliano Borsani per passare all'Arconatese. «Via Felice Orsini è casa mia: ci gioco da quando ho sei anni, ho fatto tutta la trafila prima del passaggio ad Arconate. Devo dire - spiega Attici - che entrambe le piazze mi hanno aiutato a crescere, ed è anche grazie a loro se mi trovo qui oggi». Pur non tralasciando il passato, la volontà di Manuelito è quella di pensare al futuro. In attesa del semaforo verde al campionato di Primavera 2 (start fissato per sabato 9 settembre), come detto, ha già avuto modo di toccare con mano il calcio che conta, in questo caso la Serie B. L'ha fatto come sempre sulla trequarti, essendo lui un numero 10 vecchio stampo. Tecnica, visione di gioco, dribbling e fantasia: queste le sue caratteristiche, alle quali va aggiunta una grande duttilità gli permette di giocare anche alto a destra. Chi se lo coccola adesso è la Reggina, in particolare Francesco Ferraro: la prima pagina di questa splendida storia è stata scritta, ora la palla - anzi, il pallone - passa a Manuelito.

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