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Terza Categoria

«Negro di merda e scimmia» a un giocatore: 8 turni di squalifica all'ex arbitro

Stessa sanzione ad un compagno e 4 mesi al dirigente che in difesa dei due disse: «In questo paese non si può più dire nulla perché altrimenti ci si offende»

CARTELLINO ROSSO

TERZA CATEGORIA BANDITO SPORTGENTE-LIONS UNITED - Il Tribunale Federale ha inflitto le sanzioni a Lama, Borda e al dirigente Allocco lo scorso 16 giugno

Per aver rivolto ad un avversario l'espressione «Figlio di puttana, negro di merda e scimmia» «toglimi le mani di dosso mi fai schifo» è stato squalificato per 8 giornate Roveriks Lama, attaccante del Bandito SportGente, squadra partecipante al campionato di Terza Categoria di Cuneo, per fatti contestati durante la partita tra Bandito SportGente e Lions United del 18 novembre 2022. E con lui per motivi simili, sempre per 8 giornate, il compagno di squadra Fabio Borda, mentre 4 mesi spettano al dirigente della società Elio Allocco, per aver in qualche modo giustificato il comportamento dei due. Questo ha deciso il Tribunale Federale, presieduto dall'avvocato Paolo Adolfo Pavarini, nella seduta dello scorso 16 giugno, nella quale si rifilano anche 800 euro di multa alla società Bandito SportGente, a titolo di responsabilità oggettiva.

Di tutto ciò è stata data comunicazione nel comunicato numero 118 pubblicato dal Comitato Regionale FIGC-LND Piemonte-Valle d'Aosta lo scorso 23 giugno e da subito la notizia ha fatto un certo scalpore nel mondo del calcio dilettantistico piemontese. Sì, perchè proprio Roveriks Lama fino a non molto tempo fa era un arbitro habituée di Promozione e Prima Categoria, giunto ad arbitrare addirittura in Eccellenza, la massima categoria Regionale. Si parla degli anni che vanno dal 2015 al 2018. E che qualche polemica per il suo comportamento da direttore di gara la fecero comunque registrare. In primis a protestare fu il Chisola, ora addirittura in D, ma ai tempi (marzo 2017) in Promozione. Emblematica la chiosa del tecnico di allora, Riccardo Boschetto: «Questo personaggio deve essere fermato, questa volta è capitato a noi, ma la prossima volta a chi toccherà?».

In verità era già capitato a qualcuno. Perchè il 29 gennaio 2017 Lama aveva arbitrato River Leinì-San Mauro di Prima Categoria, assegnando 3 rigori agli ospiti nel finale di gara, provocando proteste a non finire e pure la chiamata ai Carabinieri da parte della società stessa per auto-tutela dal momento che la situazione stava degenerando («Al 5’ del primo tempo ci è stata annullata una rete che avrebbe cambiato la partita e due dei nostri sono stati espulsi senza motivo. Per non parlare dell’atteggiamento provocatorio che il direttore di gara ha tenuto nei nostri confronti» disse il tecnico leinicese Daniele Maselli). Nel marzo 2018 a parlare invece di «direzione arbitrale indecente» fu invece l'allenatore del La Chivasso dell'epoca in Promozione Alessandro Giraulo. Fatto sta che di Roveriks Lama si erano perse poi le tracce come arbitro, non prima di dirigere comunque alcune partite nel campionato di Eccellenza, e se hanno invece ora da giocatore. 

A Lama la Procura Federale ha contestato «la violazione dell’articolo 4, comma 1, e dell’articolo 28, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva per avere lo stesso, in data 18.11.2022, nel corso del secondo tempo della gara A.S.D. Bandito Sportgente – Lions United Alba disputata alle ore 21:00 presso l’impianto sportivo “Fogliato” di Bra (CN), valevole per il girone A del Campionato provinciale di terza Categoria, rivolto al sig. Omar Jatta, calciatore tesserato per la società ospite A.S.D. Lions United Alba, le seguenti espressioni discriminatorie per motivi di razza “figlio di puttana, negro di merda e scimmia” “toglimi le mani di dosso mi fai schifo”».

A nulla è valsa la difesa del giocatore e degli altri tesserati del Bandito SportGente (il compagno di squadra Borda si era rivolto con espressioni simili anche ad un altro giocatore del Lions United), che ha chiesto l'inamissibilità e/o improcedibilità con conseguente estinzione del procedimento. Il quadro accusatorio relativo a offese discriminatorie contestatogli è stato ritenuto valido dal collegio, che comunque ha ridimensionato la sanzione dalle 15 giornate richieste dalla Procura Federale, alle 8 applicate nella sentenza. Venendo riconosciute le attenuanti di cui all'articolo 13 del Codice di Giustizia Sportiva.

Ad essere fondamentale nel fornire la prova del tenore discriminatorio delle frasi pronunciate dai giocatori è stato proprio il dirigente in panchina Allocco, secondo il Tribunale, poiché «avvicinato dal capitano dei due ragazzi di colore anziché cercare una composizione, raccogliendo l’invito del giocatore, sminuisce la portata delle vicenda con la sorprendente affermazione “in questo paese non si può più dire nulla perché altrimenti ci si offende, non si può più dire frocio di merda, negro di merda perché vi offendete subito” mettendo sullo stesso piano diversità di genere e di razza tutto sommato discriminabili allo stesso modo senza che si debba gridare allo scandalo» si osserva nella sentenza del Tribunale Federale. Fa scalpore comunque che tra i protagonisti della vicenda ci sia un arbitro fino a pochi anni fa in attività.

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