Eccellenza Femminile
15 Giugno 2022
Ha dell'incredibile quanto accaduto domenica scorsa nella terza partita del triangolare di Coppa Italia Eccellenza tra Parma e Maya Alta Obermais (stessa competizione alla quale sta partecipando anche il Lumezzane, che domenica prossima sarà impegnato in semifinale proprio contro le altoatesine), decisa a favore delle ospiti dal lancio della monetina.
Non era già di fatto in partenza un triangolare, quello che vedeva impegnato il club emiliano (fresco dell'acquisizione del titolo di Serie A dall'Empoli), considerata la rinuncia delle venete del Villorba e la conseguente mancata disputa dei primi due incontri. Tutto si è deciso così nel terzo e unico match: chi vinceva, passava. Ma stante la modalità del triangolare, il regolamento (messo a comunicato lo scorso 17 maggio) prevedeva che in caso di pareggio si considerassero nell'ordine: punti ottenuti negli incontri disputati; migliore differenza reti; maggior numero di reti segnate; maggior numero di reti segnate in trasferta. In ultimo: persistendo ulteriore parità fra due o più squadre, verrà effettuato il sorteggio a cura del Dipartimento Calcio Femminile.


Al «Noce» di Parma finisce 2-2, quindi, fatto salvo lo stesso regolamento che ha portato al surreale e fatidico "lancio della monetina" (già di per sé irregolare perché in linea teorica il sorteggio non spettava al direttore, ma al dipartimento), viene da chiedersi perché non sia stato preso in considerazione il penultimo punto del regolamento? Quello dei gol in trasferta.
Nella concitazione della circostanza questo passaggio dev'essere sfuggito a tutti, arrivando a un epilogo definito "da età della pietra" da parte dell'allenatrice gialloblù Ilenia Nicoli al blog di Danilo Billi. Attenendosi a un regolamento (che aveva invero poco senso d'essere venuta meno la natura del triangolare), sarebbe dovuto quindi passare il Maya senza il sorteggio, a meno di non conteggiare come "gol in trasferta", anche a quelli a tavolino (ma ci siamo già addentrati fin troppo nel territorio del nonsense).
Dall'inizio le due società coinvolte hanno probabilmente sottovalutato la circostanza. Una volta assodato che il Villorba non avrebbe partecipato, si sarebbe potuta chiedere una deroga al regolamento, tramutando il triangolare in una partita secca con possibilità quantomeno di calciare i rigori. Fermo restando che avrebbe potuto (e forse dovuto) pensarci anche qualcuno all'interno dello stesso dipartimento organizzante la competizione.
E se da una parte il Parma ha ormai altri pensieri di Serie A, dall'altro è decisamente grottesco un epilogo simile per delle ragazze, quelle gialloblù, la maggior parte delle quali non sarà confermata per la Serie A, e che pertanto conserverà proprio questo come ultimo ricordo.
Il video della partita con tanto di lancio
È la cura di dettagli, che dettagli poi non sono a ben vedere, qualcosa che manca ancora nel calcio femminile da un punto prevalentemente organizzativo. Discrepanze inconcepibili se confrontate con il maschile. Per esempio: è singolare (per usare un eufemismo) che in un campionato nazionale Primavera, dove ci sono ragazze che fanno centinaia di chilometri al giorno per allenamenti e partite, un quarto di finale come quello tra Inter e Fiorentina si sia deciso sulla base del piazzamento in due gironi diversi; senza contemplare quantomeno dei calci di rigore. Niente supplementari, va bene, ma almeno i rigori (per la miseria!)

